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Famiglia di patate

Semi di Melanzana lunga domestici

2.200 Semi di Melanzana...

Prezzo 8,35 € - SKU: P 101 (10g)
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2>2.200 Semi di Melanzana lunga domestici</h2> <h3><span style="color: #ff0000; font-size: 14pt;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 2.200 semi (10g).</strong></span></h3> <div>La melanzana (Solanum melongena) appartiene alla famiglia delle Solanacee, come pomodoro, peperone e patata. Nei nostri climi si comporta come una pianta a ciclo annuale; è dotata di apparato radicale fittonante ma non molto profondo, sufficientemente espanso, in grado di esplorare il terreno fino ad una profondità di 50/60 cm.</div> <div>Il fusto è eretto, erbaceo e parzialmente lignificato, di altezza anche superiore ai 70 cm.</div> <div>Le foglie sono ampie, di colore verde scuro, alterne, di forma ellittica o ovata, acuminate, con margine intero; la pagina superiore è tomentosa (riscoperta cioè da una fine peluria). </div> <div>I fiori sono ascellari, grandi, con petali di colore violetto, stami gialli, singoli o riuniti in grappoli; il calice è persistente e, a maturità, avvolge la parte superiore del frutto. Sono ermafroditi e, a seconda delle varietà, autogami o soggetti a fecondazione incrociata. </div> <div>Il frutto è una bacca carnosa di forma allungata o più o meno sferica, a polpa bianca con molti semi di color giallo paglierino a maturità; il colore della buccia può essere violaceo, bianco o giallo. </div> <div> </div> <div>Scelta varietale </div> <div>Sono tantissime, suddivisibili in base alla forma del frutto ed al suo colore; le varietà tradizionali portano i nomi dei luoghi dove sono state selezionate.</div> <div>‘lunga domestici’: pianta vigorosa molto produttiva, frutto allungato, violetto un po’ claviforme.</div> <div>‘Violetta Lunga Napoletana’: simile alla precedente, molto vigorosa e produttiva, precocissima.</div> <div>‘Violetta Lunga Palermitana’: frutto di grande dimensioni, allungato, claviforme, di colore violetto scuro.</div> <div>‘Violetta Nana Precoce’: frutto più piccolo delle precedenti ma molto precoce. </div> <div>‘Mostruosa di New York’: cultivar a frutto enorme, di forma caratteristica a borsetta, colorita di un bel violetto più o meno intenso. </div> <div>‘Tonda Comune di Firenze’ o ‘Melanzana Violetta Pallida’: di origine ibrida che si è imposta sul mercato di Firenze per i suoi frutti rotondeggianti a polpa compatta, pochissimo acida e con pochissimi semi, epidermide viola chiaro caratteristica. </div> <div> </div> <div>Esigenze agronomiche</div> <div>La melanzana è una coltura primaverile-estiva, molto esigente in fatto di luce e calore. Danni irreversibili si hanno con temperature prossime allo zero e prolungate nel tempo.</div> <div>La coltura è molto sensibile alle variazioni di temperatura e di luminosità. Le condizioni ottimali di vegetazione si realizzano con temperature tra 16 e 25°C. Al di sotto di 10-12 °C arresta l’attività vegetativa mentre temperature superiori ai 28-30 °C rallentano la crescita e lo sviluppo e determinano cascola fiorale, deformazioni e ingiallimenti fogliari; venti caldi da scirocco e temperature alte possono provocare scottature sui frutti esposti al sole.</div> <div>Predilige un terreno soffice e fresco, di medio impasto o sabbioso, di buona fertilità ed un regime idrico regolare. Sono da evitare i terreni compatti ed asfittici e situazioni di eccesso idrico che ne compromettono la capacità produttiva e le caratteristiche organolettiche dei frutti.</div> <div>Come il pomodoro, sopporta una concentrazione salina abbastanza elevata e può pertanto essere coltivata in terreni prossimi al mare o con acque moderatamente salse.</div> <div> </div> <div>Tecniche colturali </div> <div>Lavorazioni del terreno</div> <div>Devono essere molto accurate, specie nei terreni pesanti, per garantire una struttura ottimale e lo sgrondo delle acque in eccesso. Nel caso di terreni argillosi può essere utile la formazione di aiuole rialzate, rispetto al piano di campagna.</div> <div>Concimazioni</div> <div>Devono essere abbondanti, specie quelle organiche a base di letame maturo o compost (da 2 a 5 kg/mq), da distribuire durante la preparazione del terreno. Nei terreni sabbiosi o sciolti, specie se la sostanza organica è scarsa, risultano indispensabili delle concimazioni di copertura a base di azoto. Volendo ricorrere alla concimazione chimica, si consiglia di distribuire, ogni 10 mq, 50-80g di P2O5 e 80-150g di K2O alla lavorazione del terreno, e 80-100 g di N in copertura.</div> <div>Semina </div> <div>Viene fatta in semenzaio, a partire dal mese di febbraio, usando 1,5g di seme per ogni m2 di semenzaio, da cui si può ottenere un numero di piantine sufficienti per la piantagione di 100 m2 di terreno. È da tenere presente che il seme di due anni ha una facoltà germinativa superiore a quello di 1 anno. Si può seminare anche in alveoli o in vasetti singoli. L’ambiente deve essere riscaldato e luminoso: a 28°C la nascita della piantina avviene in 8-10 giorni</div> <div>Trapianto </div> <div>Va effettuato quando la temperatura si è stabilizzata e non ci sono più rischi di gelate. Si consiglia un sesto di impianto che preveda una distanza sulla fila variabile tra i 35 e i 50 cm e di 70-90 cm tra le file, in modo da avere circa 2-4 piante/mq. </div> <div>Tutori </div> <div>Sono consigliabili nelle zone ventose, per assicurare un buon ancoraggio al terreno. Si può utilizzare una canna di bambù per ogni pianta, o meglio dei pali con dei fili di ferro o delle reti tesi su ogni fila.</div> <div>Sarchiatura</div> <div>Detta anche sfemminellatura, la sarchiatura è importante e consiste nell'eliminazione di getti ascellari posti nel tratto di fusto al di sotto della prima biforcazione. Questi, infatti, sono sterili e producono frutti di pezzatura ridotta, di qualità scadente che, spezzandosi, possono provocare ferite sul fusto. Il momento più indicato per questa operazione è l'inizio della fioritura.  </div> <div>Buona norma è anche quella di eliminare le foglie basali ingiallite che possono favorire, essendo più a contatto del terreno, l'insorgere di malattie e ostacolare una buona aerazione della vegetazione.</div> <div>Cimatura</div> <div>Utile è anche la cimatura, che si effettua a fine ciclo asportando le gemme apicali.  </div> <div>Irrigazioni</div> <div>Devono essere frequenti e omogenee, evitando di bagnare le foglie, in modo da mantenere il terreno sempre umido. Molto efficace allo scopo l’irrigazione a goccia, specie se abbinata alla pacciamatura, che contribuisce anche al controllo delle malerbe sulla fila. </div> <div>Raccolta</div> <div>Si effettua scalarmente quando i frutti hanno raggiunto circa i 2/3 del loro sviluppo completo e l'epicarpo si presenta particolarmente lucido, la polpa è bianca e succosa e i semi presentano una colorazione biancastra. A maturazione fisiologica le caratteristiche organolettiche peggiorano, la polpa perde di consistenza e i semi diventano scuri e duri; esteriormente l'epicarpo perde la sua caratteristica lucentezza, il colore diventa meno intenso virando verso il bruno-cuoio.</div> <div> </div> <div>Avversità </div> <div>Tra le avversità di natura crittogamica ricordiamo la peronospora (Peronospora tabacina e Phytophtora infestans), che provoca caratteristiche maculature alle foglie e ai frutti e la tracheomicosi (Verticillium dahliae), che tende ad ostruire i vasi legnosi provocando improvvisi appassimenti e disseccamenti di intere piante. </div> <div>Tra i parassiti animali gli afidi (afide verde del pesco, afidone della patata) e la dorifora, che attacca le foglie, provocando defogliazioni più o meno estese.</div> <div>Consigli di prevenzione</div> <div>Utilizzare sesti di impianto allargati per permettere una maggior circolazione dell’aria ed una migliore diffusione della luce.</div> <div>Evitare di bagnare le foglie durante le annaffiature.</div> <div>Limitare le concimazioni azotate.</div> <div>Staccare i frutti con le forbici, in modo da non provocare lacerazioni ai tessuti.</div> <div>Utilizzare rotazioni ampie tra le colture.</div> <div>Utilizzare solo sostanza organica ben compostata.</div> <div>Trattamenti specifici</div> <div>E’ possibile prevedere trattamenti per il controllo delle malattie fungine a base di rame o con decotto di equiseto, macerato di aglio e cipolla, propoli ed oli essenziali.</div> <div> </div> <div>Coltivazione della melanzana e biodinamica</div> <div>Effettuare le semine in luna crescente (luna nuova), i trapianti in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo comunque sempre i giorni di calore, anche per la raccolta. Distribuire il preparato 500 prima della lavorazione principale e delle eventuali sarchiature ed il preparato 501 dalla formazione dei primi frutticini, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o calore, per migliorarne le caratteristiche organolettiche e la resistenza alle malattie.</div> </body> </html>
P 101 (10g)
Semi di Melanzana lunga domestici
  • Nuovo

Varietà dalla Thailandia
Thai Green Eggplant Seeds (Solanum melongena)

Semi di melanzana verdi...

Prezzo 1,95 € - SKU: P 394
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<h2><strong>Semi di Melanzana Verde Tailandese (Solanum melongena)</strong></h2> <h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 10 semi.</strong></span></h2> <p><span>Varietà Tailandese, anche per la crescita in vaso, perfetta se avete poco spazio  o  per far crescere qualcosa di originale e diverso sul  balcone o in container nel patio.</span></p> <p><span>Produce melanzane verdi rotonde, dal sapore delizioso, che vengono usate moltissimo nella cucina Asiatica ed è cosa normale vederle cucinare, in Tailandia, in ogni ristorante ed abitazione.</span></p> <p><span>Versatile e gustosa</span></p>
P 394
Thai Green Eggplant Seeds (Solanum melongena)
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Semi di melanzane pelose - Tarambulo (Solanum ferox) 2 - 1

Semi di melanzane pelose -...

Prezzo 2,25 € - SKU: P 424
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<h2><strong>Semi di melanzane pelose - Tarambulo (Solanum ferox)</strong></h2> <h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 10 semi.</strong></span></h2> <p>Il solanum ferox è una specie di pianta appartenente alla famiglia delle solanacee. Si trova in Indonesia, Thailandia e Filippine (Tagalog: Talong gubat, tarambulo). Il nome comune in inglese è melanzane pelose.</p> <p>Tarambulo is a small, suberect, prickly, hairy herb, 0.5 to 1.5 meters high. Leaves are broadly ovate, 15 to 20 centimeters long, 12 to 23 centimeters wide, lobed at the margins, and densely covered with stiff wooly hairs above and wooly hairs and prickly spines on the nerves beneath; the lobes are triangular and 2.5 to 4 centimeters deep. Flowers are borne on lateral racemes. Calyx is shortly funnel-shaped, with ovate-triangular lobes. Corolla is densely wooly outside, white, oblong-loved, 2 to 2.5 centimeters long. Fruit is a berry, yellow, globose, 2.5 to 3.5 centimeters in diameter, densely covered with needlelike hairs, and many-seeded.</p>
P 424
Semi di melanzane pelose - Tarambulo (Solanum ferox) 2 - 1
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Semi di Melanzana BLACK BEAUTY (BELLEZZA NERA) 1.8 - 1

Semi di Melanzana BLACK...

Prezzo 1,80 € - SKU: P 380
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<h2><strong><em><span style="text-decoration:underline;">Semi di Melanzana BLACK BEAUTY (BELLEZZA NERA)</span></em></strong></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per confezione in 10 semi.</strong></span></h3> <p>Semi biologici di melanzana BLACK BEAUTY è una pianta della famiglia delle Solanacee (originaria dell’India), presenta internodi di media lunghezza, foglia adulta ovale, grande. Il frutto è grosso 500g (diametro 10/15 cm, lunghezza 13/19 cm circa) di forma rotondeggiante tendente all’ovale, di colore violetto scuro, lucido, uniforme, a polpa bianca, con pochi semi. Ciclo vegetativo medio-precoce.</p> <p> </p> <p>Necessita di un clima temperato caldo, con esposizione soleggiata, calda al riparo dai venti; la temperatura ottimale per la crescita è tra i 22°C e i 24°C, e minima di 15°C. Il terreno ideale ha pH 6.5/7; predilige quello di medio impasto tendenzialmente sciolto, fresco, fertile e ben drenato.</p> <p> </p> <p><strong>Semina</strong>: al coperto da gennaio a marzo, secondo le zone e precocità della varietà. <br /><strong>Trapianto</strong>: in vasetto di 8 cm quando è maneggiabile. all'aperto quando il terreno è ben caldo e non c'è rischio di gelate, con il pane di terra. <br /><strong>Distanze</strong>: 70-90 cm tra le file, 60-70 cm sulla fila. <br /><strong>Consigli</strong>: rincalzare, eventualmente legare le piante a un sostegno, togliere una parte dei germogli ascellari e cogliere il frutto prima che indurisca, quindi ancora dolce e senza semi. Effettuare una rotazione di non meno di 4 anni, non farla precedere né seguire da specie della stessa famiglia (pomodori, melanzane). <br /><strong>Seme occorrente</strong>: 3g per 1 mq di semenzaio. </p> <p> </p>
P 380
Semi di Melanzana BLACK BEAUTY (BELLEZZA NERA) 1.8 - 1
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Semi di FICO DEL DIAVOLO (Solanum torvum)

Semi di FICO DEL DIAVOLO...

Prezzo 1,95 € - SKU: P 364
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<h2><strong>Semi di FICO DEL DIAVOLO (Solanum torvum)</strong></h2> <h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 5 o 10 semi.</strong></span></h2> <p>“Fico del Diavolo, bacca Turca, susuber, tekokak”<br />Caratteristiche: arbusto sempreverde, dal portamento eretto e fittone legnoso molto tenace; da densamente a moderatamente ricoperto di spine sul fusto e sulle foglie, può raggiungere altezze da 1 a 4 m. Steli dal colore verde al marrone, foglie ovali lunghe da 5 a 20 cm traforate da 7 lobi più o meno incisi; infiorescenza densa e ramificata, con 50-100 fiori penta stellati (c.a 1 cm) color bianco crema, posti come uno stelo allungato tra due foglie; frutti globosi di 1,5 cm di diametro, contenenti molti semi piatti e legnosi.</p> <h2><strong>Coltivazione: </strong></h2> <p>è una pianta facile da coltivare, a rapida crescita e resistente a siccità, caldo intenso e potature; si sviluppa su un fusto unico e tende a ramificare quando è potata. Riparte dalle radici dopo incendi o geli medio intensi (fino a -6).Le piante sono poco longeve e arrivano a esaurirsi dopo il 5° anno di vita. Amano terreno fertile e ben drenato, esposizioni luminose a pieno Sole o mezz’ombra; fruttifica tutto l’anno, per vegetare necessita di temperature sopra i 12°C, la riproduzione avviene quasi unicamente da seme, a volte per talea.</p> <h2><strong>Edibilità 3/5: </strong></h2> <p>i giovani germogli, privi di spine, possono essere consumati crudi o cotti. I frutti hanno un alto contenuto di solanina e un caratteristico sapore amaro molto apprezzato in Asia, dove è consumato crudo o cucinato e servito come contorno di riso o patate, aggiunto a stufati, zuppe, fritture, impasti. Un estratto della pianta è talvolta usato come caglio vegetale.</p> <h2><strong>Valore terapeutico 3/5: </strong></h2> <p>questa pianta trova molte applicazioni nelle medicine tradizionali. Il frutto, la foglia e la radice sono considerati dei regolatori dell’attività microbica e degli antimalarici e antidolorifici. Alcuni alcaloidi estratti dalla pianta sono utilizzati in India anche come contraccettivo orale. Sempre la tradizione riteneva il succo di tutta la pianta utile per trattare febbre, tosse, asma, disturbi al torace, mal di gola, reumatismi e dolori allo stomaco; il succo dei fiori era utilizzato in aggiunta al sale come collirio. le foglie oltre che ritenute diuretiche potevano essere utilizzate per risanare ferite e se essiccate e ridotte in polvere sostenevano persone affette da diabete. I Frutti venivano considerati adatti per problemi alla milza, per migliorare la vista e il loro impasto era applicato esternamente per ridurre cefalee ed emicranie.</p> <h2><strong>solanum drawCuriosità: </strong></h2> <p>facente parte di un ampio genere (Solanum) con oltre 1400 specie, è una pianta particolarmente diffusa in Tailandia. Dal portamento plumbeo e denso è poco conosciuta nella sua forma naturale, ma molto famosa come portainnesto; trasformandosi in un vero e proprio “Frankestein” vegetale sopporta l’innesto di melanzane, pomodori e peperoni senza alterarne le proprietà organolettiche; viene considerata una grande risorsa per l’orticoltura industriale e amatoriale; alcuni appassionati hanno realizzato su suoi rami dei veri e propri orti estivi verticali. Oltre ad aumentare la resistenza alla siccità rende immuni le suddette verdure da parassiti e malattie quali nematodi e funghi che causano l’avvizzimento. Essendo molto vigorosa, rustica e selvatica è stata anche usata come fonte genetica per aumentare la resistenza in genere alle malattie e migliorare le caratteristiche delle altre solanacee. È diffusa in molti paesi equatoriali dove è considerata specie invasiva capace di colonizzare zone povere ed inospitali grazie ad un robusto apparato radicale; da qui l’appellativo torvum e i nomi volgari fico del diavolo.</p> <h2><strong>Famiglia: </strong></h2> <p>Solanaceae Habitat: radure, boschetti, luoghi abbandonati Origine: Asia occidentale, S. America</p>
P 364
Semi di FICO DEL DIAVOLO (Solanum torvum)
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Semi di Melanzana Africano - Melanzana Rossa (Solanum aethiopicum)

Semi di Melanzana Africano...

Prezzo 2,45 € - SKU: P 347
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<h2><strong><em><span style="text-decoration:underline;">Semi di Melanzana Africano - Melanzana Rossa (Solanum aethiopicum)</span></em></strong></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per confezione in 10 semi.</strong></span></h3> <p>La melanzana rossa (Solanum aethiopicum, L.) è una pianta d'aspetto simile alla melanzana (Solanum melongena L.) per portamento ma il suo frutto arrotondato si colora di rosso intenso come un pomodoro (Solanum lycopersicum L.), tanto da essere scambiata per quest'ultimo. La colorazione rossa è data dall'aumento del contenuto di carotene durante la maturazione della bacca. Viene coltivata essenzialmente in Africa e in Asia tropicale. Il clima ottimale per la melanzana rossa è un clima caldo e asciutto, come quello della savana africana.</p> <p> </p> <p><strong>Coltivazione in Italia</strong></p> <p>La melanzana rossa è coltivata in Italia in alcune aziende del comune di Rotonda in Basilicata nel Massiccio del Pollino nella Valle del Mercure e in Campania in Provincia di Salerno, a Santa Marina e a Policastro (territori vicini alla Basilicata, quelli del Cilento). Probabilmente venne importata in Italia dai reduci delle guerre coloniali della fine del XIX secolo. In passato ha rischiato di estinguersi, ma la valorizzazione avvenuta grazie ad operatori turistici, agricoltori ed alcuni enti istituzionali che ne hanno promosso il consumo e la coltivazione, ha portato al riconoscimento come Presidio Slow Food e alla proposta per il riconoscimento del marchio DOP, avvenuto nel 2007. Attualmente in Italia è commercializzata e conosciuta come melanzana rossa di Rotonda o melanzana a pomodoro (dal nome lucano merlingiana a pummadora).</p> <p> </p> <p><strong>Usi</strong></p> <p>I frutti della melanzana rossa vengono consumati sia crudi che cotti, e anche le foglie vengono consumate in modo simile agli spinaci. Le foglie sono più nutrienti dei frutti. I frutti possono avere un gusto più o meno amaro in relazione al contenuto in saponine.</p> <p>In Asia la pianta viene utilizzata a scopo ornamentale.</p>
P 347
Semi di Melanzana Africano - Melanzana Rossa (Solanum aethiopicum)
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Semi di Melanzana Ronde De Valence  - 4

Semi di Melanzana Ronde De...

Prezzo 2,25 € - SKU: P 294
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<h2><span style="text-decoration:underline;"><em><strong>SEMI DI MELANZANA RONDE DE VALENCE</strong></em></span></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 30 semi.<br /></strong></span></h3> <div> <div>Pianta vigorosa, di dimensioni medie. Sferica frutta, colore viola-nero brillante, con calice scuro. Varietà di ciclo precoce e molto produttiva.</div> <div>CROP Per facilitare la germinazione, seme acqua marinare 24 ore. Terreno profondo, ricco di sostanza organica. Richiede alte temperature e forte illuminazione per lo sviluppo e la fioritura.</div> </div> <div>La melanzana (Solanum melongena) appartiene alla famiglia delle Solanacee, come pomodoro, peperone e patata. Nei nostri climi si comporta come una pianta a ciclo annuale; è dotata di apparato radicale fittonante ma non molto profondo, sufficientemente espanso, in grado di esplorare il terreno fino ad una profondità di 50/60 cm.</div> <div>Il fusto è eretto, erbaceo e parzialmente lignificato, di altezza anche superiore ai 70 cm.</div> <div>Le foglie sono ampie, di colore verde scuro, alterne, di forma ellittica o ovata, acuminate, con margine intero; la pagina superiore è tomentosa (riscoperta cioè da una fine peluria). </div> <div>I fiori sono ascellari, grandi, con petali di colore violetto, stami gialli, singoli o riuniti in grappoli; il calice è persistente e, a maturità, avvolge la parte superiore del frutto. Sono ermafroditi e, a seconda delle varietà, autogami o soggetti a fecondazione incrociata. </div> <div>Il frutto è una bacca carnosa di forma allungata o più o meno sferica, a polpa bianca con molti semi di color giallo paglierino a maturità; il colore della buccia può essere violaceo, bianco o giallo. </div> <div> </div> <div>Scelta varietale </div> <div>Sono tantissime, suddivisibili in base alla forma del frutto ed al suo colore; le varietà tradizionali portano i nomi dei luoghi dove sono state selezionate.</div> <div>‘lunga domestici’: pianta vigorosa molto produttiva, frutto allungato, violetto un po’ claviforme.</div> <div>‘Violetta Lunga Napoletana’: simile alla precedente, molto vigorosa e produttiva, precocissima.</div> <div>‘Violetta Lunga Palermitana’: frutto di grande dimensioni, allungato, claviforme, di colore violetto scuro.</div> <div>‘Violetta Nana Precoce’: frutto più piccolo delle precedenti ma molto precoce. </div> <div>‘Mostruosa di New York’: cultivar a frutto enorme, di forma caratteristica a borsetta, colorita di un bel violetto più o meno intenso. </div> <div>‘Tonda Comune di Firenze’ o ‘Melanzana Violetta Pallida’: di origine ibrida che si è imposta sul mercato di Firenze per i suoi frutti rotondeggianti a polpa compatta, pochissimo acida e con pochissimi semi, epidermide viola chiaro caratteristica. </div> <div> </div> <div>Esigenze agronomiche</div> <div>La melanzana è una coltura primaverile-estiva, molto esigente in fatto di luce e calore. Danni irreversibili si hanno con temperature prossime allo zero e prolungate nel tempo.</div> <div>La coltura è molto sensibile alle variazioni di temperatura e di luminosità. Le condizioni ottimali di vegetazione si realizzano con temperature tra 16 e 25°C. Al di sotto di 10-12 °C arresta l’attività vegetativa mentre temperature superiori ai 28-30 °C rallentano la crescita e lo sviluppo e determinano cascola fiorale, deformazioni e ingiallimenti fogliari; venti caldi da scirocco e temperature alte possono provocare scottature sui frutti esposti al sole.</div> <div>Predilige un terreno soffice e fresco, di medio impasto o sabbioso, di buona fertilità ed un regime idrico regolare. Sono da evitare i terreni compatti ed asfittici e situazioni di eccesso idrico che ne compromettono la capacità produttiva e le caratteristiche organolettiche dei frutti.</div> <div>Come il pomodoro, sopporta una concentrazione salina abbastanza elevata e può pertanto essere coltivata in terreni prossimi al mare o con acque moderatamente salse.</div> <div> </div> <div>Tecniche colturali </div> <div>Lavorazioni del terreno</div> <div>Devono essere molto accurate, specie nei terreni pesanti, per garantire una struttura ottimale e lo sgrondo delle acque in eccesso. Nel caso di terreni argillosi può essere utile la formazione di aiuole rialzate, rispetto al piano di campagna.</div> <div>Concimazioni</div> <div>Devono essere abbondanti, specie quelle organiche a base di letame maturo o compost (da 2 a 5 kg/mq), da distribuire durante la preparazione del terreno. Nei terreni sabbiosi o sciolti, specie se la sostanza organica è scarsa, risultano indispensabili delle concimazioni di copertura a base di azoto. Volendo ricorrere alla concimazione chimica, si consiglia di distribuire, ogni 10 mq, 50-80g di P2O5 e 80-150g di K2O alla lavorazione del terreno, e 80-100 g di N in copertura.</div> <div>Semina </div> <div>Viene fatta in semenzaio, a partire dal mese di febbraio, usando 1,5g di seme per ogni m2 di semenzaio, da cui si può ottenere un numero di piantine sufficienti per la piantagione di 100 m2 di terreno. È da tenere presente che il seme di due anni ha una facoltà germinativa superiore a quello di 1 anno. Si può seminare anche in alveoli o in vasetti singoli. L’ambiente deve essere riscaldato e luminoso: a 28°C la nascita della piantina avviene in 8-10 giorni</div> <div>Trapianto </div> <div>Va effettuato quando la temperatura si è stabilizzata e non ci sono più rischi di gelate. Si consiglia un sesto di impianto che preveda una distanza sulla fila variabile tra i 35 e i 50 cm e di 70-90 cm tra le file, in modo da avere circa 2-4 piante/mq. </div> <div>Tutori </div> <div>Sono consigliabili nelle zone ventose, per assicurare un buon ancoraggio al terreno. Si può utilizzare una canna di bambù per ogni pianta, o meglio dei pali con dei fili di ferro o delle reti tesi su ogni fila.</div> <div>Sarchiatura</div> <div>Detta anche sfemminellatura, la sarchiatura è importante e consiste nell'eliminazione di getti ascellari posti nel tratto di fusto al di sotto della prima biforcazione. Questi, infatti, sono sterili e producono frutti di pezzatura ridotta, di qualità scadente che, spezzandosi, possono provocare ferite sul fusto. Il momento più indicato per questa operazione è l'inizio della fioritura.  </div> <div>Buona norma è anche quella di eliminare le foglie basali ingiallite che possono favorire, essendo più a contatto del terreno, l'insorgere di malattie e ostacolare una buona aerazione della vegetazione.</div> <div>Cimatura</div> <div>Utile è anche la cimatura, che si effettua a fine ciclo asportando le gemme apicali.  </div> <div>Irrigazioni</div> <div>Devono essere frequenti e omogenee, evitando di bagnare le foglie, in modo da mantenere il terreno sempre umido. Molto efficace allo scopo l’irrigazione a goccia, specie se abbinata alla pacciamatura, che contribuisce anche al controllo delle malerbe sulla fila. </div> <div>Raccolta</div> <div>Si effettua scalarmente quando i frutti hanno raggiunto circa i 2/3 del loro sviluppo completo e l'epicarpo si presenta particolarmente lucido, la polpa è bianca e succosa e i semi presentano una colorazione biancastra. A maturazione fisiologica le caratteristiche organolettiche peggiorano, la polpa perde di consistenza e i semi diventano scuri e duri; esteriormente l'epicarpo perde la sua caratteristica lucentezza, il colore diventa meno intenso virando verso il bruno-cuoio.</div> <div> </div> <div>Avversità </div> <div>Tra le avversità di natura crittogamica ricordiamo la peronospora (Peronospora tabacina e Phytophtora infestans), che provoca caratteristiche maculature alle foglie e ai frutti e la tracheomicosi (Verticillium dahliae), che tende ad ostruire i vasi legnosi provocando improvvisi appassimenti e disseccamenti di intere piante. </div> <div>Tra i parassiti animali gli afidi (afide verde del pesco, afidone della patata) e la dorifora, che attacca le foglie, provocando defogliazioni più o meno estese.</div> <div>Consigli di prevenzione</div> <div>Utilizzare sesti di impianto allargati per permettere una maggior circolazione dell’aria ed una migliore diffusione della luce.</div> <div>Evitare di bagnare le foglie durante le annaffiature.</div> <div>Limitare le concimazioni azotate.</div> <div>Staccare i frutti con le forbici, in modo da non provocare lacerazioni ai tessuti.</div> <div>Utilizzare rotazioni ampie tra le colture.</div> <div>Utilizzare solo sostanza organica ben compostata.</div> <div>Trattamenti specifici</div> <div>E’ possibile prevedere trattamenti per il controllo delle malattie fungine a base di rame o con decotto di equiseto, macerato di aglio e cipolla, propoli ed oli essenziali.</div> <div> </div> <div>Coltivazione della melanzana e biodinamica</div> <div>Effettuare le semine in luna crescente (luna nuova), i trapianti in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo comunque sempre i giorni di calore, anche per la raccolta. Distribuire il preparato 500 prima della lavorazione principale e delle eventuali sarchiature ed il preparato 501 dalla formazione dei primi frutticini, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o calore, per migliorarne le caratteristiche organolettiche e la resistenza alle malattie.</div>
P 294
Semi di Melanzana Ronde De Valence  - 4
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Varietà dalla Grecia
Semi di melanzane greche TSAKONIKI  - 4

Semi di melanzane greche...

Prezzo 3,40 € - SKU: P 290
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<h2><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>SEMI DI MELANZANA GREEK TSAKONIKI</em></strong></span></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 10 o 50 semi.</strong></span></h3> <p>Molte persone si lamentano che le melanzane sono amare, beh indovinate un po '? La varietà greca Tsakoniki non è, è in realtà mite, quasi dolce. Questa melanzana proviene dalla città di Leonidio in Peloponissos, è lunga con strisce bianche e ha lo status DOP, il che significa che deve provenire da Leonidio per essere chiamata Tsakoniki.</p> <p>Frutto lungo, 7 cm di diametro, 25 cm di lunghezza. Alta resa e resistente agli insetti. Altezza della pianta, 50 cm.</p> <p>Famiglia Solanacee</p> <p>Semina: al coperto da gennaio a marzo, secondo le zone e precocità della varietà.</p> <p>Trapianto: in vasetto di 8 cm quando è maneggiabile. all'aperto quando il terreno è ben caldo e non c'è rischio di gelate, con il pane di terra.</p> <p>Distanze: 70-90 cm tra le file, 60-70 cm sulla fila.</p> <p>Consigli: rincalzare, eventualmente legare le piante a un sostegno, togliere una parte dei germogli ascellari e cogliere il frutto prima che indurisca, quindi ancora dolce e senza semi. Effettuare una rotazione di non meno di 4 anni, non farla precedere né seguire da specie della stessa famiglia (pomodori, melanzane).</p> <p>Seme occorrente: 3g per 1 mq di semenzaio.</p>
P 290
Semi di melanzane greche TSAKONIKI  - 4
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Semi Di Melanzana Bianco lunga 1.85 - 1

Semi Di Melanzana Bianco lunga

Prezzo 1,85 € - SKU: P 287
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<h2><span style="text-decoration:underline;color:#000000;"><strong><em>SEMI DI MELANZANA BIANCO LUNGA</em></strong></span></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 10 semi.</strong></span></h3> <p>Melanzana bianca che produce presto! Produce 25 - 30 cm di lunghezza, frutta perlaceo-bianchi con carne che è delicato e dolce, senza amarezza, con succulento sapore fungo. Con carne bianca, questa varietà melanzana può crescere in qualsiasi parte del mondo.</p> <p> </p> <p>Sesto d’impianto: in serra si consiglia cm. 65-70 lungo la fila e cm. 120-140 tra le file; in pieno campo si consiglia cm. 65-70 lungo la fila e cm. 120-140 tra le file.</p> <p>Destinazione: mercato fresco.</p> <p> </p> <p>Dettagli del prodotto</p> <p>Razza: Heirloom</p> <p>Zone: 3-9</p> <p>Germinazione: 8-10 giorni</p> <p>Giorni alla scadenza: 70 giorni</p> <p>Ovale: 25 - 30 cm</p> <p>Colore testa: Bianco</p> <p>Frutta Peso: 350 - 400 g</p>
P 287
Semi Di Melanzana Bianco lunga 1.85 - 1
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Semi di Melanzana "rotonda bianca sfumata di rosa" Seeds Gallery - 4

Semi di Melanzana "rotonda...

Prezzo 1,85 € - SKU: P 143
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<div id="idTab1" class="rte"> <h2><strong><em><span style="text-decoration:underline;">Semi di Melanzana "rotonda bianca sfumata di rosa"</span></em></strong></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Confezione da 10 semi.</strong></span></h3> <p>Semi di Melanzana "rotonda bianca sfumata di rosa" ortaggio in confezione a chiusura termica a tenuta di umidità. I semi di Melanzana hanno germinabilità e purezza garantita. Perfetti per semina professionale in serra o in orto domestico. Semina da effettuarsi tra gennaio e aprile, abbondante raccolta continuata tra maggio e settembre. Particolare varietà di melanzana bianca con sfumature rosa.</p> </div>
P 143
Semi di Melanzana "rotonda bianca sfumata di rosa" Seeds Gallery - 4
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Varietà dalla Serbia
Semi di Melanzana lunga domestici  - 2

Semi di Melanzana lunga...

Prezzo 1,95 € - SKU: VE 29 (1g)
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<h2><strong>Semi di Melanzana lunga domestici</strong></h2> <h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 200 semi (1g).</strong></span></h2> <p>La melanzana (Solanum melongena) appartiene alla famiglia delle Solanacee, come pomodoro, peperone e patata. Nei nostri climi si comporta come una pianta a ciclo annuale; è dotata di apparato radicale fittonante ma non molto profondo, sufficientemente espanso, in grado di esplorare il terreno fino ad una profondità di 50/60 cm.</p> <p>Il fusto è eretto, erbaceo e parzialmente lignificato, di altezza anche superiore ai 70 cm.</p> <p>Le foglie sono ampie, di colore verde scuro, alterne, di forma ellittica o ovata, acuminate, con margine intero; la pagina superiore è tomentosa (riscoperta cioè da una fine peluria). </p> <p>I fiori sono ascellari, grandi, con petali di colore violetto, stami gialli, singoli o riuniti in grappoli; il calice è persistente e, a maturità, avvolge la parte superiore del frutto. Sono ermafroditi e, a seconda delle varietà, autogami o soggetti a fecondazione incrociata. </p> <p>Il frutto è una bacca carnosa di forma allungata o più o meno sferica, a polpa bianca con molti semi di color giallo paglierino a maturità; il colore della buccia può essere violaceo, bianco o giallo. </p> <p> </p> <p>Scelta varietale </p> <p>Sono tantissime, suddivisibili in base alla forma del frutto ed al suo colore; le varietà tradizionali portano i nomi dei luoghi dove sono state selezionate.</p> <p>‘lunga domestici’: pianta vigorosa molto produttiva, frutto allungato, violetto un po’ claviforme.</p> <p>‘Violetta Lunga Napoletana’: simile alla precedente, molto vigorosa e produttiva, precocissima.</p> <p>‘Violetta Lunga Palermitana’: frutto di grande dimensioni, allungato, claviforme, di colore violetto scuro.</p> <p>‘Violetta Nana Precoce’: frutto più piccolo delle precedenti ma molto precoce. </p> <p>‘Mostruosa di New York’: cultivar a frutto enorme, di forma caratteristica a borsetta, colorita di un bel violetto più o meno intenso. </p> <p>‘Tonda Comune di Firenze’ o ‘Melanzana Violetta Pallida’: di origine ibrida che si è imposta sul mercato di Firenze per i suoi frutti rotondeggianti a polpa compatta, pochissimo acida e con pochissimi semi, epidermide viola chiaro caratteristica. </p> <p> </p> <p>Esigenze agronomiche</p> <p>La melanzana è una coltura primaverile-estiva, molto esigente in fatto di luce e calore. Danni irreversibili si hanno con temperature prossime allo zero e prolungate nel tempo.</p> <p>La coltura è molto sensibile alle variazioni di temperatura e di luminosità. Le condizioni ottimali di vegetazione si realizzano con temperature tra 16 e 25°C. Al di sotto di 10-12 °C arresta l’attività vegetativa mentre temperature superiori ai 28-30 °C rallentano la crescita e lo sviluppo e determinano cascola fiorale, deformazioni e ingiallimenti fogliari; venti caldi da scirocco e temperature alte possono provocare scottature sui frutti esposti al sole.</p> <p>Predilige un terreno soffice e fresco, di medio impasto o sabbioso, di buona fertilità ed un regime idrico regolare. Sono da evitare i terreni compatti ed asfittici e situazioni di eccesso idrico che ne compromettono la capacità produttiva e le caratteristiche organolettiche dei frutti.</p> <p>Come il pomodoro, sopporta una concentrazione salina abbastanza elevata e può pertanto essere coltivata in terreni prossimi al mare o con acque moderatamente salse.</p> <p> </p> <p>Tecniche colturali </p> <p>Lavorazioni del terreno</p> <p>Devono essere molto accurate, specie nei terreni pesanti, per garantire una struttura ottimale e lo sgrondo delle acque in eccesso. Nel caso di terreni argillosi può essere utile la formazione di aiuole rialzate, rispetto al piano di campagna.</p> <p>Concimazioni</p> <p>Devono essere abbondanti, specie quelle organiche a base di letame maturo o compost (da 2 a 5 kg/mq), da distribuire durante la preparazione del terreno. Nei terreni sabbiosi o sciolti, specie se la sostanza organica è scarsa, risultano indispensabili delle concimazioni di copertura a base di azoto. Volendo ricorrere alla concimazione chimica, si consiglia di distribuire, ogni 10 mq, 50-80g di P2O5 e 80-150g di K2O alla lavorazione del terreno, e 80-100 g di N in copertura.</p> <p>Semina </p> <p>Viene fatta in semenzaio, a partire dal mese di febbraio, usando 1,5g di seme per ogni m2 di semenzaio, da cui si può ottenere un numero di piantine sufficienti per la piantagione di 100 m2 di terreno. È da tenere presente che il seme di due anni ha una facoltà germinativa superiore a quello di 1 anno. Si può seminare anche in alveoli o in vasetti singoli. L’ambiente deve essere riscaldato e luminoso: a 28°C la nascita della piantina avviene in 8-10 giorni</p> <p>Trapianto </p> <p>Va effettuato quando la temperatura si è stabilizzata e non ci sono più rischi di gelate. Si consiglia un sesto di impianto che preveda una distanza sulla fila variabile tra i 35 e i 50 cm e di 70-90 cm tra le file, in modo da avere circa 2-4 piante/mq. </p> <p>Tutori </p> <p>Sono consigliabili nelle zone ventose, per assicurare un buon ancoraggio al terreno. Si può utilizzare una canna di bambù per ogni pianta, o meglio dei pali con dei fili di ferro o delle reti tesi su ogni fila.</p> <p>Sarchiatura</p> <p>Detta anche sfemminellatura, la sarchiatura è importante e consiste nell'eliminazione di getti ascellari posti nel tratto di fusto al di sotto della prima biforcazione. Questi, infatti, sono sterili e producono frutti di pezzatura ridotta, di qualità scadente che, spezzandosi, possono provocare ferite sul fusto. Il momento più indicato per questa operazione è l'inizio della fioritura.  </p> <p>Buona norma è anche quella di eliminare le foglie basali ingiallite che possono favorire, essendo più a contatto del terreno, l'insorgere di malattie e ostacolare una buona aerazione della vegetazione.</p> <p>Cimatura</p> <p>Utile è anche la cimatura, che si effettua a fine ciclo asportando le gemme apicali.  </p> <p>Irrigazioni</p> <p>Devono essere frequenti e omogenee, evitando di bagnare le foglie, in modo da mantenere il terreno sempre umido. Molto efficace allo scopo l’irrigazione a goccia, specie se abbinata alla pacciamatura, che contribuisce anche al controllo delle malerbe sulla fila. </p> <p>Raccolta</p> <p>Si effettua scalarmente quando i frutti hanno raggiunto circa i 2/3 del loro sviluppo completo e l'epicarpo si presenta particolarmente lucido, la polpa è bianca e succosa e i semi presentano una colorazione biancastra. A maturazione fisiologica le caratteristiche organolettiche peggiorano, la polpa perde di consistenza e i semi diventano scuri e duri; esteriormente l'epicarpo perde la sua caratteristica lucentezza, il colore diventa meno intenso virando verso il bruno-cuoio.</p> <p> </p> <p>Avversità </p> <p>Tra le avversità di natura crittogamica ricordiamo la peronospora (Peronospora tabacina e Phytophtora infestans), che provoca caratteristiche maculature alle foglie e ai frutti e la tracheomicosi (Verticillium dahliae), che tende ad ostruire i vasi legnosi provocando improvvisi appassimenti e disseccamenti di intere piante. </p> <p>Tra i parassiti animali gli afidi (afide verde del pesco, afidone della patata) e la dorifora, che attacca le foglie, provocando defogliazioni più o meno estese.</p> <p>Consigli di prevenzione</p> <p>Utilizzare sesti di impianto allargati per permettere una maggior circolazione dell’aria ed una migliore diffusione della luce.</p> <p>Evitare di bagnare le foglie durante le annaffiature.</p> <p>Limitare le concimazioni azotate.</p> <p>Staccare i frutti con le forbici, in modo da non provocare lacerazioni ai tessuti.</p> <p>Utilizzare rotazioni ampie tra le colture.</p> <p>Utilizzare solo sostanza organica ben compostata.</p> <p>Trattamenti specifici</p> <p>E’ possibile prevedere trattamenti per il controllo delle malattie fungine a base di rame o con decotto di equiseto, macerato di aglio e cipolla, propoli ed oli essenziali.</p> <p> </p> <p>Coltivazione della melanzana e biodinamica</p> <p>Effettuare le semine in luna crescente (luna nuova), i trapianti in luna discendente (tempo di piantagione), scegliendo comunque sempre i giorni di calore, anche per la raccolta. Distribuire il preparato 500 prima della lavorazione principale e delle eventuali sarchiature ed il preparato 501 dalla formazione dei primi frutticini, effettuando due o tre trattamenti al mattino presto, con giornate soleggiate, in giorni di aria o calore, per migliorarne le caratteristiche organolettiche e la resistenza alle malattie.</p>
VE 29 (1g)
Semi di Melanzana lunga domestici  - 2
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Semi di melanzane STRIPED TOGA 2.25 - 4

Semi di melanzane STRIPED TOGA

Prezzo 2,25 € - SKU: P 66 ST
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5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di melanzane STRIPED TOGA (Solanum aethiopicum)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 10 semi.</strong></span></h2> <p>Non solo bello, è anche delizioso! Varietà di cimelio di melanzane, le piante sono ad alto rendimento, i frutti di forma ovale crescono in piccoli gruppi insieme, la dimensione dei frutti è di circa 7,5 cm di lunghezza x 2,5 cm di larghezza. Il frutto inizia in verde con strisce verdi più scure, successivamente diventa giallo e bella arancione lucido con strisce verdi. Altamente decorativo per composizioni floreali e piatti di frutta. I piccoli frutti sono commestibili. Pianta alta 1-1,20 m</p> </body> </html>
P 66 ST
Semi di melanzane STRIPED TOGA 2.25 - 4
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Varietà dal Perù
Semi di Patate Viola Peruviano 3.05 - 6

Semi di Patate Viola Peruviano

Prezzo 2,95 € - SKU: P 441
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5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Patate Viola Peruviano</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;">Il prezzo è di 5 o 10 tuberi-seme viola.</span></h2> <p>Lo inviamo come giovane e piccolo, quindi può essere consegnato a qualsiasi casella di posta. Ha il sapore e la consistenza di una varietà ordinaria, ma vanta una vivida carne viola che mantiene il suo colore durante la cottura. Ricco di antociani antiossidanti, è meglio anche per te. Ideale per frullare, cuocere al forno, arrostire e cuocere al microonde, oltre a creare patatine e patatine fritte spettacolari!</p> </body> </html>
P 441 5K
Semi di Patate Viola Peruviano 3.05 - 6
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Varietà dall'America
Semi di Patata Rosso KENNEBEC 1.95 - 2

Semi di Patata Rosso KENNEBEC

Prezzo 1,95 € - SKU: P 247 RK
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Patata Rosso KENNEBEC</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 10 semi.</strong></span></h2> <p><span class="tlid-translation translation" lang="it" xml:lang="it"><span title=""></span><span title=""><span title="">Queste pelli rosse sono ottime patate da tavola.</span> <span title="">Consistenza abbastanza solida quando è bollita.</span> <span title="">Sono altamente raccomandati per patatine e patatine fritte.</span> <span title="">Le piante sono compatte ed erette con foglie levigate e aguzze e numerosi grandi fiori bianchi con una leggera sfumatura rosso porpora sui dorsi.</span><br /><br />Le patate possono essere coltivate da semi vivi con la stessa facilità e affidabilità di pomodori, peperoni o melanzane.</span></span></p> <p>La patata (Solanum tuberosum L.) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanaceae (Dicotiledoni), originaria del Perù, della Bolivia, del Messico e del Cile e portata in Europa dagli spagnoli nel XVI secolo intorno al 1570. Non si conoscono varietà spontanee né si sa da quale specie originaria di Solanum si sia originata la patata edule.</p> <p>La parola italiana patata deriva dall'omonimo termine spagnolo, preso direttamente dalla sua forma indiana in lingua nahuatl potatl, attraverso però l'uso altrettanto diffuso di termini come «papa» (che in lingua quechua indica appunto Solanum tuberosum) e «batatas» per Ipomoea batatas, nome originario dell'isola Hispaniola.</p> <p>Attraverso la lingua italiana e l'inglese i termini «patata» e l'analogo «potato» si diffusero nel resto d'Europa, sopravvivendo con alcuni nomi in disuso nei dialetti della lingua tedesca (Patätsche, Pataken). Più fortuna ebbe il nome Tartifola datole in Italia a partire dal XVI sec.: assimilato il tubero di Solanum tuberosum per forma e commestibilità al tartufo, oggi il termine relativo in italiano sopravvive solo in alcuni dialetti, mentre si è affermato in tutta l'area mitteleuropea e germanica nella variante Kartoffel, termine che poi tornò in alcuni dialetti del Friuli nella variante latinizzata di «cartufole» o «cartufolaria». Anche le parole in lingua bulgara картоф, e in lingua russa картофель derivano dall'Italiano tartufoli.</p> <p>In altri linguaggi è comune anche "mela di terra": pomme de terre in francese, aardappel in olandese, תפוח אדמה in ebraico (spesso scritto solamente פוד) e Erdaepfel in tedesco Austriaco. Il termine è probabilmente di origine colta, ed è da accostare all'analogo tedesco «Grundbirne» (pera di terra), da cui derivano i termini «krompir» del croato, «brambory» del ceco, peruna del finlandese, e jordpäron dello svedese. In polacco la patata è chiamata ziemniaki, e in slovacco zemiak, dalla parola che significa "terra". In parecchie lingue indiane settentrionali e nepali è chiamata alu e in indonesiano kentang.</p> <p>Differenti nomi per la patata si svilupparono in varie regioni della Cina, i più frequentemente usati nel cinese standard sono "tubero per cavalli" (马铃薯 - mǎlíngshǔ), "fagiolo di terra" (土豆 - tǔdòu), e "taro straniero" (洋芋 - yángyù).</p> <p><strong>Storia</strong></p> <p>La presenza della patata coltivata nelle zone più elevate della regione delle Ande risale al II millennio a.C., dove la patata veniva essiccata e costituiva una risorsa di scorta.</p> <p>La essiccazione naturale, preceduta da esposizione ai geli notturni e seguita da prolungati lavaggi e sbiancature, è un complesso procedimento che permetteva tra l'altro l'estrazione di sostanze tossiche, presenti in abbondanza nelle varietà che erano coltivate: tale procedimento è possibile solo con le varietà originarie (strettamente brevidiurne e che quindi maturano in tardo autunno), e nell'ambiente fortemente soleggiato e con valori di umidità atmosferica estremamente bassi, condizione peculiare ed unica degli altopiani andini da 3200 a 4800 m di quota.</p> <p>La probabile ibridazione con specie cilene, non legate al ciclo brevidiurno, (che quindi maturano nella prima estate) ed inoltre a ciclo breve (da 40 a 80 giorni dalla semina, contro gli otto mesi della patata degli altopiani) permise di ottenere la patata a tutti nota, che si è diffusa in buona parte del mondo.</p> <p>Contrariamente a quanto accaduto ad altre colture di larga diffusione provenienti dal Nuovo Mondo e in seguito diffuse, con tempi e modi diversi, per tutto il globo, (quali ad esempio il pomodoro o il mais), la patata raggiunse un certo successo solo in America del Nord ed in Europa, per contro non fu accolta in Cina, Giappone, e in tutta l'area islamica.</p> <p>Anche in Europa la diffusione della coltivazione fu lenta, influenzata da una diffidenza nei confronti di ciò che "cresce sottoterra" fino ad arrivare ad affermare che il consumo diffondesse la lebbra e ad asserire, nell'Encyclopédie del 1765, che si tratta di "cibo flatulento". Ci furono poi casi di intossicazione causati dall'esposizione prolungata dei tuberi alla luce (come è noto l'esposizione alla luce dei tuberi fa sviluppare la solanina, tossica), tali fatti enfatizzati nei racconti popolari ebbero un effetto dissuasivo al consumo: la decisione poi di costringere i galeotti o i soldati ad alimentarsi di patate, perché a disposizione a buon prezzo, non fu un buon viatico a considerare le patate un cibo di qualità.</p> <p>Gli spagnoli la conobbero fin dai primi decenni (1539) del XVI secolo in Perù ma la pianta non risvegliò particolari interessi nella penisola iberica, maggiore interesse incontrò in Italia dove le patate vennero chiamate "tartuffoli".</p> <p> </p> <p>Nel 1600 l'agronomo francese Olivier de Serres, nella sua opera Théâtre d'agriculture et Ménage des champs, ne descrive in maniera dettagliata la coltivazione e nell'opera Rariorum plantarum historia di Charles de l'Écluse del 1601 ne viene data una dettagliata descrizione botanica: a quest'ultimo, che fu per lungo tempo botanico di corte dell'imperatore Massimiliano II, si deve l'introduzione della patata (e di altre piante esotiche) in Austria.</p> <p>La tradizione vuole che l'introduzione della patata in Inghilterra (1588) sia merito di Walter Raleigh, la coltivazione si diffuse però soprattutto nella vicina Irlanda.</p> <p>Per contro l'Inghilterra ne diffuse soprattutto le pratiche di coltivazione all'estero: nel suo libro, La ricchezza delle nazioni, Adam Smith deplorava che i suoi compatrioti non apprezzassero un prodotto che aveva, apparentemente, dimostrato il suo valore nutrizionale nella vicina Irlanda.</p> <p>La diffusione del tubero fu quindi poco uniforme: in Francia, ad esempio, coinvolse inizialmente poche aree del Delfinato e dell'Alsazia (1666) e in seguito della Lorena (1680) dove nel 1787 viene descritta come cibo principale degli abitanti della campagna.</p> <p>Più incisiva fu la diffusione in aree come la Svezia, la Svizzera e soprattutto la Germania. L'agronomo francese Antoine Parmentier, rientrato in Francia nel 1771 in seguito ad un periodo di prigionia trascorso in Prussia dopo la Guerra dei sette anni, prese parte ad un concorso indetto dall'Accademia di Besançon sulla ricerca di possibili sostituti del pane[2], e redasse un articolo sul valore nutrizionale della patata. Sempre nel '700 anche l'economista Antonio Zanon condusse una battaglia per l'introduzione della patata nell'agricoltura della pianura friulana, mentre alla fine dello stesso secolo l'avvocato ed agronomo cuneese Giovanni Vincenzo Virginio si adoperò per cercare di diffondere la patata in Piemonte pubblicando nel 1799 in Torino, presso la Stamperia Reale, il Trattato della coltivazione delle patate o sia pomi di terra volgarmente detti tartiffle, dato in luce dall'avvocato Vincenzo Virginio, Socio ordinario della Reale Società agraria di Torino e di altre Accademie, dedicato agli accurati Agricoltori del Piemonte ed arrivando a distribuire gratuitamente patate al popolo a scopo promozionale.</p> <p><strong>Peronospora ed emigrazione degli irlandesi</strong></p> <p>In Irlanda, grazie al clima umido e fresco, particolarmente congeniale alla crescita del tubero, in breve progressione la patata diventò l'alimento principale di gran parte della popolazione (1700-1750). Il diffuso ricorso alla monocoltura, per di più limitata a una o due varietà, espose però la popolazione irlandese al grave rischio degli effetti catastrofici legati al fatto che eventuali malattie potessero colpire le piante. Ciò infatti si verificò con l'arrivo di una terribile malattia della patata, fino ad allora sconosciuta in Irlanda, la Peronospora, che colpì dapprima sporadicamente i raccolti fino poi a colpirli tutti contemporaneamente e con eguale virulenza: data l'uniformità della specie, nelle varietà che erano coltivate, i raccolti andarono completamente persi.</p> <p>Le conseguenze furono spaventose, provocando una serie di carestie culminate nella devastante Grande carestia del 1845, che fu la concausa che scatenò l'emigrazione massiccia degli Irlandesi negli Stati Uniti nella seconda metà dell'800.</p> <p><strong>Coltivazione</strong></p> <p>La patata, limitatamente alla fase vegetativa, si adatta a climi molto diversi, e nella tradizione agronomica è considerata una tipica coltura da rinnovo che apre la rotazione. La piantagione si effettua sul terreno arato e concimato, disponendo i tuberi interi o suddivisi nei solchi, in modo da avere 5-6 piante/m²: 40-50 cm di distanza tra le piante e 80-100 cm fra le file. La coltura primaticcia si semina da novembre a febbraio, quella ordinaria in marzo-aprile, quella tardiva in giugno-luglio. Per la raccolta vengono impiegate macchine di varie tipologie (scavatrici semplici o composte, scavatrici-raccoglitrici).</p> <p>Occorre ricordare che la coltivazione della patata, pur soddisfacente per la produzione di tuberi da consumo in una grande varietà di climi e di temperature, è in realtà il prodotto di una moltiplicazione clonale e non di una riproduzione da seme.</p> <p>L'accumulo, anno dopo anno, di virus vegetali all'interno dei tuberi, soprattutto ad effetto di alte temperature, anche se non produce problemi al consumo, produce invece un progressivo decadimento delle qualità vitali dei tuberi stessi, impedendo la coltivazione per più di qualche anno dei tuberi prelevati dal raccolto.</p> <p>In realtà i tuberi detti "da seme" sono "riprodotti" e conservati in condizioni controllate e soprattutto in ambienti che siano simili a quelli dei luoghi di origine della patata, quindi di buon irraggiamento solare in fase vegetativa, ma con temperature che siano mantenute basse, sia per la vegetazione che per la conservazione. Questo non è economico effettuarlo artificialmente, lo è invece effettuarlo dove tali condizioni ambientali sono normali, come in particolari regioni di montagna o in paesi a clima estivo fresco. In effetti la coltivazione da reddito delle patate è condizionata dalla presenza e dal prodotto annuale di tali luoghi riproduttori.</p> <p>In particolare un piccolo contributo alla conservazione della vitalità rivegetativa delle patate, a disposizione del coltivatore dilettante, è la conservazione, ma soprattutto la coltivazione in ambiente ventilato e fresco, estraendo quindi dal suolo i tuberi "maturi", ma procurando in ogni modo per avere, in coltivazione, un suolo che non sia mai troppo riscaldato, o peggio "arrostito". La conservazione dei tuberi "da seme" deve ugualmente curare il mantenimento di un ambiente fresco, in aria asciutta. La tradizione ha sviluppato la conservazione dei tuberi "seppelliti" in strati di foglie in cantine fredde, sfruttando la temperatura di grotta.</p> <p>Start indoors in seedling trays. Fill each cell to 1cm (1/2") from the top with sterilized seed starting mix. Moisten with water and place one seed on the top of the soil per cell. Cover with vermiculite and water in. Note: Potato seeds require light to germinate, so do not bury.  Optimal soil temperature for germination: 15-27°C (65-80°F). Seeds should germinate in 6-10 days.</p> <p><strong>Starting</strong><br />Keep the soil evenly moist during germination, but allow free drainage so that excess water does not collect. Water before mid-day to allow foliage to dry completely by nightfall. Potato seedlings <span>tend to stay prostrate immediately after emergence if they have 13 or more hours of daylight. As a somewhat longer stem is desired to ease transplanting, keep seedlings in about 12-hour light per day. During the last week expose seedlings to full sunlight to strengthen the stem. At optimal temperature, transplants will be ready 4 to 6 weeks after seeding.</span></p> <p><span>If field conditions are very different from indoor conditions, allow one week of hardening off. Water the plugs heavily the day before and day of transplant, and transplant into moist soil.</span></p> <p><strong>Growing</strong><br />Ideal pH: 5.0-6.0. Plant seedlings so that only the crown of its top, 2-5cm (1-2“) is above soil level, burying the whole plug and a good part of the stem of the seedling. Seedlings cannot be completely buried, the growing point needs to stay above ground. Space seedlings 10-25cm (4-10") apart in rows 75cm (30") apart. Wider spacing produces fewer, but larger tubers. Keep the area well watered for several weeks after transplant.</p> <p><strong>Hilling<br /></strong><span>When seedlings reach 10-15cm  (4-6") in height, they should be hilled, probably three weeks after transplanting. This operation takes soil from the centre of the row, and covers the seedlings up to half of their height, creating a small hill. It is best to work from the centre of the furrow towards the plants. Do not cut too deep into the soil near the plant to avoid root damage. Just before hilling, fertilizer can be applied near the base of the seedlings, and this will be covered when hilling.</span></p> <p>A second hilling and side dressing of balanced organic fertilizer should follow 3-4 weeks after the first, again depositing soil up to half the height of the plants. Again, increase the depth of the furrow in its centre and bring this soil on top of the small hill created in the first hilling operation.</p> <p><strong>Harvest</strong></p> <p><span>In the garden, potatoes can be harvested without destroying the plant if only a few potatoes are needed. Carefully scrape soil near the base of the stem until the skin of a potato is found, and pull it from the stolon. Consume it that day for a tasty and nutritious meal. </span>If potatoes need to be stored for some time, remove the foliage 3 weeks before harvest. This "sets" (hardens) the skin, and it will store better as the thicker skin will reduce water loss from the tubers. Keep them dark up to 2 to 3 months at high humidity before eating.</p> <p><strong>Seed Info</strong><br />In optimal conditions, at least 75% of the seeds will germinate. Usual seed life: 3 years. Per 100′ row: 200 seeds, per acre: 8.8M seeds.</p> <p><strong>Diseases &amp; Pests</strong><br />Protect from cabbage moths and other insect pests with floating row cover. Prevent disease with a strict 4-year crop rotation, avoiding planting Brassicas in the same spot more than once every four years.</p> <p><strong>Companion Planting</strong><br />A worthy companion for beets, Brassicas, cucumbers, and onions. Avoid planting near peppers, pole beans, strawberries, and tomatoes.</p> </body> </html>
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