ultimi ordini

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    elsiddig, abu dhabi, United Arab Emirates
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    Alessandro, Collevecchio, Italy
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    Wendy, Hauwert , Netherlands
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    Mathais, Stavanger, Norway
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    João, Facha- Ponte de Lima, Portugal
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    Hans Reiner, Feteira HRT, Portugal
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    Jordana, Paço de Arcos, Portugal
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    Gilbert, le tampon, Reunion Island
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    Adin, Bucharest, Romania
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    Flavia , Petrila , Romania
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    Susanne , Kungshamn , Sweden
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    Kerstin, Täby, Sweden
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    Dino, Seattle , United States
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    esmir, Monticello, United States

Famiglia girasole


Varietà dal Giappone
Semi di Bardana TAKINOGAWA

Semi di Bardana TAKINOGAWA

Prezzo 1,65 €
,
5/ 5
<div id="idTab1" class="rte"> <h2><strong><em><span style="text-decoration:underline;">Semi di Bardana TAKINOGAWA (Arctium lappa)</span></em></strong></h2> <p><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Confezione da 10 semi.</strong></span></p> <p>La Bardana maggiore (Arctium lappa L., 1753) è una pianta erbacea, eretta e biennale, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.</p> <p><strong><em>Usi</em></strong></p> <p><strong>Medicinale</strong></p> <p>La bardana contiene tutta una serie di principi attivi che ne fanno una pianta attiva verso molte condizioni mediche. Tra i vari principi attivi si possono citare i seguenti:</p> <p>    lignani (arctigenina, lappaoli e maitaresinolo);</p> <p>    nutrienti quali vitamine del complesso B, amminoacidi, potassio e magnesio;</p> <p>    acidi fenolici come acido caffeico, clorogenico ed isoclorogenico;</p> <p>    composti polinsaturi (idrocarburi acetilenici dotati di proprietà antibiotiche in generale);</p> <p>    principi amari come il deidro-costusicolattone e l'arctiopicrina;</p> <p>    inulina, tanninini e resine.</p> <p>La pianta è molto usata in medicina per le sue varie proprietà tra le quali citiamo: antiflogistica, purificante del sangue, depurativa in generale, ipoglicemica, diaforetica, fungicida, antibatterica, stomachica, lassativa e diuretica.</p> <p>La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" (rassegna di vecchi erbari, vedi questa pagina) al contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo.</p> <p>Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale.</p> <p>I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici.</p> <p>I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.</p> <p><strong>Culinario</strong></p> <p>Per utilizzi alimentari si usano le foglie, le radici e i semi. L’Oriente (fino in Giappone dove è divenuto un ortaggio popolare col nome di gobo) ha un ricca tradizione di ricette alimentari con questa pianta. Possono essere mangiati anche i gambi crudi in insalata (ma prima vanno privati della corteccia esterna e comunque devono essere prelevati da una pianta giovane).</p> <p><strong>Curiosità</strong></p> <p>Lo studio della particolare caratteristica dei suoi capolini ricurvi, utilizzati per la dispersione dei suoi semi attraverso gli animali (dipersione zoocora), la cui caratteristica più nota è quella di attaccarsi ai vestiti, sembra che abbia ispirato l'invenzione del sistema apri e chiudi: il velcro.</p> <p><strong>Etimologia</strong></p> <p>Il nome Arctium, come tanti altri, fu introdotto nella sistematica da Linneo, ma sicuramente l’origine è più antica. Arctium in greco vuol dire orso. Probabilmente si fa riferimento alla villosità e all’aspetto ispido della pianta.</p> <p>Il nome della specie potrebbe derivare dal celtico: llap che in questa lingua vuol dire mano. Infatti il fiore, come una mano si attacca a qualunque cosa gli passi vicino.</p> <p>Mentre un’altra etimologia lo fa derivare dal greco: labein (attaccarsi), riferendosi sempre al fatto che il frutto si attacca ai vestiti e ai peli degli animali.</p> <p>La pianta risulta conosciuta fin dall’antichità. Si hanno notizie di antica data della sua coltivazione come ortaggio e pianta medicinale.</p> <p>Il binomio scientifico della pianta di questa voce è stato definito da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione "Species Plantarum" del 1753.</p> <p><strong>Riproduzione</strong></p> <p><strong>Impollinazione:</strong> l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).</p> <p><strong>Riproduzione:</strong> la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).</p> <p><strong>Dispersione: </strong>i semi cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.</p> </div>
MHS 47
Semi di Bardana TAKINOGAWA
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Semi di Cardo Gigante di romagna (Cynara cardunculus) 1.65 - 1

Semi di Cardo Gigante di...

Prezzo 1,65 €
,
5/ 5
<h2><strong><em><span style="text-decoration:underline;">Semi di Cardo <strong><em><span style="text-decoration:underline;">Gigante di romagna (Cynara cardunculus)</span></em></strong></span></em></strong></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 5 semi.</strong></span></h3> <p>Il cardo (Cynara cardunculus L.) è una specie di pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae.</p> <p>È una robusta specie emicriptofita, cioè una pianta erbacea perenne che affida la propria sopravvivenza, oltre che agli acheni, a specifiche gemme poste a livello della superficie del terreno, portate sulla frazione basale del fusto e sui rizomi.</p> <p>L'asse fiorale è eretto, ramificato all'epoca della fioritura, robusto, striato in senso longitudinale e fornito di foglie alterne. Le ramificazioni dell'asse fiorale portano, in posizione terminale, le infiorescenze. L'altezza è variabile, da 40 cm sino a 250 cm.</p> <p>I fiori, ermafroditi, tubulosi, caratteristici delle Asteraceae, sono riuniti in una infiorescenza a capolino detta anche calatide. A completa maturità raggiungono anche oltre gli 8 mm, presentano colore violetto-azzurro di varia tonalità, ma possono anche essere riscontrati mutanti di colore bianco. Il frutto è un achenio tetragono-costato, di colore grigiastro scuro e screziato, unito al calice trasformato in pappo, per favorire la disseminazione. Il peso dei mille acheni può oscillare tra i 15 e i 70 g.</p> <p> </p> <p><strong>Distribuzione e habitat</strong></p> <p> </p> <p>C. cardunculus presenta una spiccata adattabilità all'ambiente mediterraneo, la quale si concretizza fondamentalmente in una stagione di crescita, che coincide con il periodo in cui si hanno i maggiori apporti idrici naturali e con l'accumulo nelle radici di sostanze di riserva, in grado di sostenere la riattivazione vegetativa dopo la quiescenza estiva.</p> <p> </p> <p><strong>Usi</strong></p> <p><strong> </strong></p> <p>È una specie ampiamente conosciuta in tutto il bacino del mediterraneo per l'impiego a fini alimentari dell'infiorescenza a capolino (carciofo) e per le sue proprietà farmaceutiche, oltre che per l'estrazione di un agente coagulante il latte per la preparazione di formaggi ovini (noto nella Toscana contadina con il nome dialettale di "presura", ma da non confondersi con il caglio ovino)[1]. Recentemente è aumentato l'interesse per questa specie come fonte di sostanze con proprietà terapeutiche. Esse derivano principalmente dal metabolismo dei fenilpropanoidi e dei flavonoidi, quali: acido clorogenico, acidi di-caffeoilchinici (p.es.: cinarina), acido caffeico e luteolina. L'azione farmacologica principale della cinarina riguarda le sua potenzialità nel:</p> <p> </p> <p>limitare la biosintesi di colesterolo;</p> <p>inibire l'HIV-integrasi.</p> <p> </p> <p>La cinarina è una molecola peculiare della specie Cynara cardunculus L. ed è attualmente in commercio sotto forma di estratti fogliari grezzi, non standardizzati.</p>
P 383
Semi di Cardo Gigante di romagna (Cynara cardunculus) 1.65 - 1
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Varietà dall'Italia
Semi di Cicoria di Rossa di Treviso 1.85 - 1

Semi di Cicoria di Rossa di...

Prezzo 1,85 €
,
5/ 5
<h2 class=""><strong>Semi di Cicoria di Rossa di Treviso</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per confezione di 50 semi.</strong></span></h2> <p>Le Cicoria Rossa di Tréviso regalano foglie croccanti per il consumo autunnale e invernale.</p> <p>Si consumano crudi in insalata o cotti in gratin, in succo, in besciamella.</p> <p>Teste uniformi e compatte con altezza 18-22 cm. Rosso profondo di Treviso con molto contenuto bianco. 80-90 giorni dopo la semina possono essere raccolti. Le teste reggono bene nel magazzino frigorifero fino a metà febbraio.</p> <p>CLIMA: ottimale per la crescita 15-20°C - minima 5°C&nbsp; - esposizione soleggiata - le esigenze di clima comunque variano in funzione della varietà scelta perchè esistono varietà estive, autunnali, invernali e primaverili, quindi cambia anche il fotoperiodo di riferimento.&nbsp; Comunque una elevata temperatura od una persistente siccità detrminano la montatura a seme ( cioè la pianta non cresce nelle foglie ma nel fusto che produce velocemente i fiori e quindi i semi ).</p> <p>SEMINA: luna crescente - impianto 30x30 - 10/20 piante mq. - prerefrigerazione del seme per uniformare la precocità.</p> <p>La specie presenta numerose varietà con caratteristiche differenti ed&nbsp; è possibile avere cicoria fresca e saporita tutto l'anno utilizzando le caratteristiche proprie della varietà. Non presenta particolari problemi di crescita ed è molto rustica. E' possibile avere ricacci in continuazione basta tagliare il cespo un pò più in alto. Noi consigliamo di effettuare più semine a scalare e di varietà differenti.Coltura da rinnovo non deve seguire altre composite ( carciofo, cardo, indivia, lattuga ), crucifere ( cavolo, rapa da fogkia e da cima, ravanello, rucola ) e leguminose. La consociazione non è consigliata. Coltivata in primavera, autunno ed in inverno richiede poca acqua, sconsigliamo le produzioni estive che necessitano di numerose irrigazioni.</p><script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
P 168 (0,07g)
Semi di Cicoria di Rossa di Treviso 1.85 - 1
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Semillas De Escarola GIALLA A COUORE PIENO (Cichorium endivia)

Semi di Indivia GIALLA A...

Prezzo 1,85 €
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><span style="text-decoration: underline;"><strong><em>Semi di Indivia GIALLA A COUORE PIENO (Cichorium endivia)</em></strong></span></h2> <h3><span style="color: #f80202;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 5 o 10 semi.  </strong></span></h3> <p><span>Varietà estivo-autunnale. Cespo grosso, molto compatto, foglie di colore verde-biondo, mediamente frastagliate, cuore pieno giallo-oro. La legatura produce foglie croccanti di gusto fine, per il consumo estivo. L’eccellente uniformità riduce al minimo lo scarto.<span>  </span>SEMINA: si effettua da maggio a settembre.</span></p> </body> </html>
P 417
Semillas De Escarola GIALLA A COUORE PIENO (Cichorium endivia)
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Semi di Cicoria "Pan di Zucchero"

Semi di Cicoria "Pan di...

Prezzo 1,85 €
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5/ 5
<div id="idTab1" class="rte"> <h2><strong>Semi di Cicoria "Pan di Zucchero"</strong></h2> <h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 50 semi.</strong></span></h2> <p>Pianta rustica, molto adattabile, preferisce un clima temperato. Teme le gelate persistenti. Esposizione soleggiata.</p> <p>Foglie di colore verde biondo, larghe e ben avvolgenti a bordo continuo che formano, a maturazione, un cappuccio allungato particolarmente</p> <p>serrato, internamente chiaro e molto tenero. Semina in giugno-agosto, raccolta da fine settembre a dicembre. Precocità media.</p> <p><strong>Semina:</strong></p> <p>a) cicoria da cespo da giugno ad agosto a seconda della varietà scegliendo tra semina diretta in campo o in vivaio con successivo</p> <p>trapianto dopo 30 giorni;</p> <p>b) cicoria da taglio: durante tutto l’anno, a seconda delle varietà, evitando i mesi freddi.</p> <p> </p> <p><strong>Impianto:</strong></p> <p>a) 30-40 cm tra le file, 20-25 cm sulla fila;</p> <p>b) a spaglio o a file distanziate 30 cm in linea continua sulla fila.</p> <p> </p> <p><strong>Dose di seme:</strong></p> <p>a) 30g/100 mq. in pieno campo, oppure 1-2 g per 1 mq. di vivaio.</p> <p>b) 100-300g/100 mq. Rotazione: non deve seguire crucifere, leguminose ed altre composite e non deve essere ripetuta per qualche anno nello stesso terreno.</p> </div>
P 151
Semi di Cicoria "Pan di Zucchero"
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Varietà dall'Italia
Semi di Cicoria "Rossa di Verona"  - 2

Semi di Cicoria Rossa di...

Prezzo 1,65 €
,
5/ 5
<div> <h2><strong>Semi di Cicoria "Rossa di Verona"</strong></h2> <h2 class=""><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 500 semi (1g).</strong></span></h2> <div>Semi di Cicoria "Rossa di Verona Precoce"", ortaggio in confezione a chiusura termica a tenuta di umidità. I semi di Cicoria hanno germinabilità e purezza garantita. Perfetti per semina professionale in serra o in orto domestico. Semina da effettuarsi tra maggio e settembre, abbondante raccolta continuata tra gennaio e marzo e tra settembre e dicembre. Cicoria a cespo aperto, forma una rosetta. Le foglie sono di un bel rosso intenso, di forma rotondeggiante e consistenza carnosa. Ottima.</div> </div>
VE 34 (1g)
Semi di Cicoria "Rossa di Verona"  - 2
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Semi di Indivia Gigante

Semi di Indivia Gigante

Prezzo 1,65 €
,
5/ 5
<h2><span style="text-decoration:underline;color:#000000;"><em><strong>SEMI DI INDIVIA GIGANTE (CICHORIUM ENDIVIA)</strong></em></span></h2> <h3><span style="color:#ff0000;"><strong>Confezione di 100 semi.</strong></span></h3> <div>Varietà rustica, produttiva, vigorosa; forma un pomo compatto che raggiunge i 35 cm. di diametro, con un cuore pieno, che diviene naturalmente bianco anche senza ricorrere all'imbianchimento artificiale.</div> <div>Descrizione</div> <div>Spesso confusa con la "cugina" cicoria (entrambe appartengono allo stesso genere Cichorium), l'indivia sviluppa una rosetta di foglie assai increspate le quali formano un cespo piuttosto lasso.</div> <div>L'imbianchimento delle foglie si esegue raccogliendole e legandole con un filo di rafia. La varietà belga, Indivia Belga, si presenta a forma di grosso sigaro color crema perché fatta crescere al buio; questa tecnica consente alle foglie di rimanere bianche e più tenere.</div> <div>Varietà</div> <div>Si presenta fondamentalmente in due varietà: la varietà classica detta crispum (particolare in foto) e la varietà latifolium, comunemente chiamata scarola.</div> <div>Tra la varietà crispum ricordiamo: la Riccia fine d'estate, la Riccia fine di Ruen, la riccia grossa di Pancalieri, la Riccia a cuore giallo.</div> <div>Tra la varietà scarola ricordiamo: la Gigante degli ortolani, la Dilusia, la Bionda a cuore pieno, la Cornetto di Bordeaux.</div> <div>Coltivazione e raccolta</div> <div>La pianta predilige terreni molto fertili, sciolti e ricchi di sostanza organica. Si semina in semenzaio e si mette a dimora quando le piantine hanno quattro o cinque foglie, rispettando la distanza di 25–30 cm sulla fila e 30–40 cm tra le file.</div> <div>Le irrigazioni devono essere frequenti finché le piante non formano il cespo, poi vanno a diradare onde evitare il marciume delle foglie e del colletto.</div> <div>La raccolta si esegue in autunno, inverno e all'inizio primavera.</div> <div>Avversità</div> <div>L'indivia può essere attaccata dalla peronospora e dalla ruggine, nonché da parassiti animali come gli afidi e la lumaca.</div> <div>Alimentazione</div> <div>Dal punto di vista nutrizionale va evidenziato il buon contenuto di vitamina A.</div>
P 269
Semi di Indivia Gigante
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Semi di Indivia 'Ruffec' (Cichorium endivia)

Semi di Indivia 'Ruffec'...

Prezzo 1,65 €
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5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><span style="text-decoration: underline;"><em><strong><em><strong>Semi di Indivia 'Ruffec' (Cichorium endivia)</strong></em></strong></em></span></h2> <h3><span style="color: #ff0000;"><strong><strong>Confezione di 100 semi. </strong></strong></span></h3> <div> <div>Varietà rustica, produttiva, vigorosa; forma un pomo compatto che raggiunge i 35 cm. di diametro, con un cuore pieno, che diviene naturalmente bianco anche senza ricorrere all'imbianchimento artificiale.</div> <div>Descrizione</div> <div>Spesso confusa con la "cugina" cicoria (entrambe appartengono allo stesso genere Cichorium), l'indivia sviluppa una rosetta di foglie assai increspate le quali formano un cespo piuttosto lasso.</div> <div>L'imbianchimento delle foglie si esegue raccogliendole e legandole con un filo di rafia. La varietà belga, Indivia Belga, si presenta a forma di grosso sigaro color crema perché fatta crescere al buio; questa tecnica consente alle foglie di rimanere bianche e più tenere.</div> <div>Varietà</div> <div>Si presenta fondamentalmente in due varietà: la varietà classica detta crispum (particolare in foto) e la varietà latifolium, comunemente chiamata scarola.</div> <div>Tra la varietà crispum ricordiamo: la Riccia fine d'estate, la Riccia fine di Ruen, la riccia grossa di Pancalieri, la Riccia a cuore giallo.</div> <div>Tra la varietà scarola ricordiamo: la Gigante degli ortolani, la Dilusia, la Bionda a cuore pieno, la Cornetto di Bordeaux.</div> <div>Coltivazione e raccolta</div> <div>La pianta predilige terreni molto fertili, sciolti e ricchi di sostanza organica. Si semina in semenzaio e si mette a dimora quando le piantine hanno quattro o cinque foglie, rispettando la distanza di 25–30 cm sulla fila e 30–40 cm tra le file.</div> <div>Le irrigazioni devono essere frequenti finché le piante non formano il cespo, poi vanno a diradare onde evitare il marciume delle foglie e del colletto.</div> <div>La raccolta si esegue in autunno, inverno e all'inizio primavera.</div> <div>Avversità</div> <div>L'indivia può essere attaccata dalla peronospora e dalla ruggine, nonché da parassiti animali come gli afidi e la lumaca.</div> <div>Alimentazione</div> <div>Dal punto di vista nutrizionale va evidenziato il buon contenuto di vitamina A.</div> </div> </body> </html>
P 115 DR
Semi di Indivia 'Ruffec' (Cichorium endivia)
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Tubero Topinambur - carciofo di Gerusalemme (Helianthus tuberosus)

Tubero Topinambur -...

Prezzo 7,95 €
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5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Tubero Topinambur - carciofo di Gerusalemme (Helianthus tuberosus)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per pacchetto di 5 tuberi.</strong></span></h2> <p>Il <b>topinambur</b>, chiamato anche <b>rapa tedesca</b>, <b>carciofo di Gerusalemme</b> o <b>girasole del Canada</b> (nome scientifico <i><b>Helianthus tuberosus</b></i> <small>L., 1753</small>, anche volgarizzato in <i>Elianto tuberoso</i>), è una pianta usata come ortaggio, appartenente alla grande famiglia (tassonomia) delle Asteraceae e al genere helianthus, con l'infiorescenza a capolino.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Etimologia">Etimologia</span></h2> <p>Il nome generico (<i>Helianthus</i>) deriva da due parole greche <i>”helios”</i> (= sole) e <i>”anthos”</i> (= fiore) in riferimento alla tendenza di alcune piante di questo genere a girare sempre il capolino verso il sole<sup id="cite_ref-2" class="reference">[2]</sup><sup id="cite_ref-Motta411_3-0" class="reference">[3]</sup>, comportamento noto come eliotropismo. Il nome specifico (<i>tuberosus</i>) indica una pianta perenne, il cui organo di sopravvivenza è un tubero, da un anno al successivo. <br />Il binomio scientifico attualmente accettato (<i>Helianthus tuberosus</i>) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione <i>Species Plantarum</i> del 1753<sup id="cite_ref-Tropicos_4-0" class="reference">[4]</sup>.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Descrizione">Descrizione</span></h2> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/ae/Sunroot_top.jpg/150px-Sunroot_top.jpg" class="thumbimage" width="150" height="200" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Il portamento</div> </div> </div> <p>il topinambur è una erbacea perenne e il fusto può arrivare fino a oltre 3 metri di altezza. La forma biologica della specie è geofita bulbosa (<b>G bulb</b>)<sup id="cite_ref-Pignatti57_5-0" class="reference">[5]</sup>, ossia sono piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati tuberi, organi di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. Altri Autori definiscono la forma biologica come geofita rizomatosa (<b>G rhiz</b>)<sup id="cite_ref-Udine_6-0" class="reference">[6]</sup>.</p> <h3><span class="mw-headline" id="Radici">Radici</span></h3> <p>Le radici sono fascicolate, di tipo secondario a partire dal rizoma<sup id="cite_ref-Udine_6-1" class="reference">[6]</sup>.</p> <h3><span class="mw-headline" id="Tubero">Tubero</span></h3> <p>Il tubero è commestibile (quindi edule), per questo è anche chiamato patata topinambur.</p> <h3><span class="mw-headline" id="Fusto">Fusto</span></h3> <ul> <li>Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma irregolare (nodoso e rotondeggiante; ingrossato e/o fusiforme) di tipo tuberoso. Questi organi si sviluppano tardivamente a fine stagione e in molti casi in inverno. Diametro del rizoma: 3 – 5 cm.</li> <li>Parte epigea: la parte aerea del fusto è eretta, ascendente e ramosa; in alto è cigliato-ruvida. Nelle coltivazioni è scabro-pubescente.</li> </ul> <h3><span class="mw-headline" id="Foglie">Foglie</span></h3> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/45/Sunroot_growing.jpg/150px-Sunroot_growing.jpg" class="thumbimage" width="150" height="166" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Le foglie</div> </div> </div> <p>Le foglie sono a disposizione opposta nella parte bassa del fusto, e a disposizione alterna nel resto della pianta oppure anche verticillate per tre (carattere non costante). Le foglie sono intere e ristrette alla base, sono inoltre picciolate con piccioli cigliati alla base (a volte i piccioli sono quasi alati). In quelle inferiori la forma è largamente ovata o anche cordiforme, mentre quelle superiori sono oblunghe o lanceolate, sempre con apice acuminato. I margini sono dentellati. La superficie è ruvida e percorsa da tre nervi e il colore è verde-scuro. Dimensione delle foglie: larghezza 5 – 8 cm; lunghezza 8 – 15 cm. Lunghezza del picciolo: ¼ della lamina fogliare.</p> <h3><span class="mw-headline" id="Infiorescenza">Infiorescenza</span></h3> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/d/dd/HelianthusTuberosus.jpg/150px-HelianthusTuberosus.jpg" class="thumbimage" width="150" height="110" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Il capolino</div> </div> </div> <p>Le infiorescenze sono dei capolini terminali eretti e sub-corimbosi su peduncoli non ingrossati; i capolini sono da 3 a 15 per pianta e non tutti raggiungono la fioritura. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: un peduncolo sorregge un involucro emisferico composto da più brattee (o squame) a disposizione embricata e poste in diverse serie che fanno da protezione al ricettacolo lievemente convesso e munito di pagliette avvolgenti i semi<sup id="cite_ref-Motta411_3-1" class="reference">[3]</sup>, sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: quelli esterni ligulati (da 10 a 20) di colore giallo, disposti in un unico rango; quelli interni tubulosi (oltre 60) di colore arancio o giallo scuro. Le brattee dell'involucro (da 22 a 35) sono verde scuro (si scuriscono ulteriormente durante la fase di essiccazione), lanceolate e setolose (cigliate) ai margini. Diametro del capolino: 3 – 9 cm. Lunghezza del peduncolo: 1 – 15 cm. Dimensione dell'involucro: larghezza 8 – 12 mm; lunghezza 10 – 25 mm. Dimensione delle brattee: larghezza 2 – 4 mm; lunghezza 8,5 – 15 mm.</p> <h3><span class="mw-headline" id="Fiore">Fiore</span></h3> <p>I fiori sono simpetali, zigomorfi (quelli ligulati) e attinomorfi (quelli tubulosi); sono inoltre tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati) sono sterili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi) sono bisessuali.</p> <ul> <li>Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:</li> </ul> <dl> <dd> <dl> <dd> <dl> <dd><b>* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio</b><sup id="cite_ref-7" class="reference">[7]</sup></dd> </dl> </dd> </dl> </dd> </dl> <ul> <li>Calice: i sepali sono ridotti a una coroncina di squame.</li> <li>Corolla: i fiori periferici (ligulati) sono nastriformi (provvisti di lunghe lingule – sono decisamente più lunghi dell'involucro) a forma lanceolata e a disposizione raggiante. Quelli del disco centrale (tubulosi) hanno delle corolle tubulari a 5 denti. Dimensione delle ligule: larghezza 6 – 9 mm; lunghezza 20 – 25 mm. Lunghezza dei fiori tubulosi: 6 – 7 mm.</li> <li>Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi; le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda lo stilo. Le antere alla base sono ottuse<sup id="cite_ref-Pignatti57_5-1" class="reference">[5]</sup> e colorate di nero, marrone scuro.</li> <li>Gineceo: lo stilo è unico con uno stimma filiforme-conico assai breve e pubescente; l'ovario è infero e uniloculare formato da due carpelli concresciuti e contenente un solo ovulo.</li> <li>Fioritura: la fioritura è molto caratteristica e avviene a fine estate (tra agosto e ottobre), con la comparsa di molti fiori giallo oro. Terminata la fioritura la pianta si secca, ma in primavera dai tuberi nasceranno i nuovi getti.</li> </ul> <h3><span class="mw-headline" id="Frutti">Frutti</span></h3> <p>I frutti sono degli acheni sormontati da un pappo formato da due squame (o denti) lineari-acute e precocemente caduche<sup id="cite_ref-8" class="reference">[8]</sup>.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Riproduzione">Riproduzione</span></h2> <ul> <li>Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).</li> <li>Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).</li> <li>Dispersione: i semi cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).</li> </ul> <h2><span class="mw-headline" id="Distribuzione_e_habitat">Distribuzione e habitat</span></h2> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/d/dd/Helianthus_tuberosus_-_Distribuzione.PNG/510px-Helianthus_tuberosus_-_Distribuzione.PNG" class="thumbimage" width="510" height="324" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Distribuzione della pianta<br />(Distribuzione regionale<sup id="cite_ref-CIVF103_9-0" class="reference">[9]</sup> – Distribuzione alpina<sup id="cite_ref-FA472_10-0" class="reference">[10]</sup>)</div> </div> </div> <table> <tbody> <tr> <td> <p>« Entro i manipoli qua e là sparsi / dei topinambùr lungo gli argini /<br />ogni lustro del giallo si fa intimo / all'autunnale catarsi »</p> </td> </tr> <tr> <td>(<small>da Andrea Zanzotto, <i>Altri topinambùr</i>, in <i>Meteo</i></small>)</td> </tr> </tbody> </table> <ul> <li>Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è <b>Nord Americano</b>. Dato l'alto grado di diffusione spontanea della pianta non è facile definire quale sia la sua distribuzione originale<sup id="cite_ref-Motta411_3-2" class="reference">[3]</sup><sup id="cite_ref-efloras_11-0" class="reference">[11]</sup>.</li> <li>Distribuzione: in Italia è ovunque presente (a parte la Sardegna) e relativamente comune ma considerata esotica (Specie naturalizzata). Nelle Alpi è ugualmente presente (a parte alcune province occidentali). Oltreconfine (sempre nelle Alpi) è presente in Francia, in Austria e in Slovenia. Sugli altri rilievi europei si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Pirenei e Carpazi.<sup id="cite_ref-FA472_10-1" class="reference">[10]</sup>.</li> <li>Habitat: è una pianta molto vitale, quasi infestante, che predilige terreni umidi e conquista terreni vicini a corsi d'acqua; ma si trova anche nei megaforbieti e nei popolamenti a felci. Il substrato preferito è sia calcareo sia siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.</li> <li>Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 800 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare e quello planiziale – a livello del mare.</li> </ul> <h3><span class="mw-headline" id="Fitosociologia">Fitosociologia</span></h3> <p>Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale<sup id="cite_ref-FA472_10-2" class="reference">[10]</sup>:</p> <dl> <dd> <dl> <dd><b>Formazione</b>: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri <dl> <dd><b>Classe</b>: <i>Filipendulo-Convolvuletea</i> <dl> <dd><b>Ordine</b>: <i>Convolvuletalia</i> <dl> <dd><b>Alleanza</b>: <i>Convolvulion sepium</i></dd> </dl> </dd> </dl> </dd> </dl> </dd> </dl> </dd> </dl> <h2><span class="mw-headline" id="Sistematica">Sistematica</span></h2> <p>La famiglia di appartenenza della <i>H. tuberosus</i> (Asteraceae o Compositae, <i>nomen conservandum</i>) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23.000 specie distribuite su 1535 generi<sup id="cite_ref-BotSist520_12-0" class="reference">[12]</sup> (22.750 specie e 1.530 generi secondo altre fonti<sup id="cite_ref-13" class="reference">[13]</sup>). Il genere di appartenenza (<i>Helianthus</i>) è composto da circa 50 – 70 specie secondo i vari Autori. <br />Le varie specie del genere vengono distinte soprattutto in base al ciclo biologico: annuo o poliennale. <i>H. tuberosus</i> ovviamente appartiene al secondo gruppo. <br />Il numero cromosomico di <i>H. tuberosus</i> è: 2n = 102<sup id="cite_ref-Tropicos_4-1" class="reference">[4]</sup><sup id="cite_ref-efloras_11-1" class="reference">[11]</sup>.</p> <h3><span id="Variabilit.C3.A0"></span><span class="mw-headline">Variabilità</span></h3> <p>L'<i>Helianthus tuberosus</i> è variabile (dato anche l'alto numero cromosomico) e probabilmente è in parte derivato da ibridazioni poliploidi di altre specie come <i>Helianthus pauciflorus</i> e <i>Helianthus resinosus</i><sup id="cite_ref-efloras_11-2" class="reference">[11]</sup>.</p> <h3><span class="mw-headline" id="Ibridi">Ibridi</span></h3> <p>Con la specie <i>Helianthus pauciflorus</i> la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico<sup id="cite_ref-14" class="reference">[14]</sup>:</p> <dl> <dd> <ul> <li><i>Helianthus × laetiflorus <small>Pers. (1807)</small></i></li> </ul> </dd> </dl> <h3><span class="mw-headline" id="Sinonimi">Sinonimi</span></h3> <p>Questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:</p> <dl> <dd> <ul> <li><i>Helianthus esculentus</i> <small>Warsz (1852)</small></li> <li><i>Helianthus serotinus</i> <small>Tausch</small></li> <li><i>Helianthus subcanescens</i> <small>(A. Gray) E.E. Watson (1929)</small></li> <li><i>Helianthus tomentosus</i> <small>Michaux</small></li> <li><i>Helianthus tuberosus</i> var. <i>subcanescens</i> <small>A. Gray</small></li> <li><i>Helianthus tuberosus</i> var. <i>albus</i> <small>Cockerell</small></li> <li><i>Helianthus tuberosus</i> var. <i>purpurellus</i> <small>Cockerell</small></li> </ul> </dd> </dl> <h3><span class="mw-headline" id="Specie_simili">Specie simili</span></h3> <p>Il “topinambur” è un fiore molto caratteristico e quindi difficilmente confondibile con altre specie. Qui vengono brevemente citate le altre specie dello stesso genere (<i>Helianthus</i>) presenti spontaneamente sul territorio italiano<sup id="cite_ref-CIVF103_9-1" class="reference">[9]</sup>. Tutte sono comunque considerate sub-spontanee o esotiche naturalizzate.</p> <dl> <dd> <ul> <li><i>Helianthus decapetalus</i> <small>L.</small> - Girasole semplice: è una specie perenne con capolino più piccolo (diametro di 5 – 7 cm); viene indicata una presenza (ma non confermata) nel Piemonte.</li> <li><i>Helianthus multiflorus</i> <small>L.</small> - Girasole doppio: probabilmente è derivato dalla specie <i>H. decapetalus</i>; il capolino è più grande con un numero maggiore di fiori raggianti (20 e più); si trova nel Friuli-Venezia Giulia.</li> <li><i>Helianthus pauciflorus</i> <small>Nutt.</small> subsp. <i>pauciflorus</i> - Girasole selvatico: è una specie perenne con foglie più lanceolate; è presente in gran parte della Penisola (isole comprese).</li> <li><i>Helianthus annuus</i> <small>L.</small> - Girasole comune: è la specie più diffusa e conosciuta ed è anche coltivata; è la specie più grande del genere con un capolino che raggiunge i 5 dm di diametro; è comune in tutta l'Italia.</li> </ul> </dd> </dl> <h2><span class="mw-headline" id="Coltivazione">Coltivazione</span></h2> <p>È possibile coltivare i topinambur anche nell'orto familiare, visto che si adattano bene anche a terreni marginali, purché soleggiati. La pianta, infatti, è molto rustica e può diventare addirittura invasiva. La coltivazione si riduce, praticamente, alla piantagione. In inverno, una volta seccata la parte aerea della pianta, sarà possibile raccogliere i tuberi scavando a mano, lasciando quelli più piccoli a continuare la coltivazione (che può avvenire per molti anni sullo stesso terreno senza problemi). un altro metodo è possibile raccogliere tutti i tuberi e rimetterne una quota nel suolo, coltivandoli ordinati a file per facilitare la raccolta dell'anno successivo.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Usi">Usi</span></h2> <h2>Fitoalimurgia</h2> <p>Può essere utile nella dieta di alcune forme di diabete.<sup id="cite_ref-15" class="reference">[15]</sup> Secondo la medicina popolare il topinambur (specialmente i tuberi) presenterebbe le seguenti proprietà medicamentose<sup id="cite_ref-Pfaf_16-0" class="reference">[16]</sup>:</p> <dl> <dd> <ul> <li>colagoga (facilita la secrezione biliare verso l'intestino);</li> <li>diuretica (facilita il rilascio dell'urina);</li> <li>stomachica (agevola la funzione digestiva);</li> <li>tonica (rafforza l'organismo in generale).</li> </ul> </dd> </dl> <h3><span class="mw-headline" id="Cucina">Cucina</span></h3> <p>I tuberi di topinambur si raccolgono in inverno, sono molto nutrienti e la loro cottura è simile a quella delle patate. Possono essere consumati anche crudi con sale e pepe<sup id="cite_ref-Motta411_3-3" class="reference">[3]</sup>. Nella cucina piemontese sono tipici con la bagna càuda e la fonduta, mentre in quella siciliana trovano un uso sporadico nella farcitura di focacce.<sup id="cite_ref-17" class="reference">[17]</sup></p> <h3><span id="Propriet.C3.A0_nutrizionali"></span><span class="mw-headline">Proprietà nutrizionali</span></h3> <p>Grazie al contenuto di inulina è una pianta molto adatta e indicata nella dieta di persone diabetiche in quanto l'inulina funziona come riserva di carboidrati (in sostituzione all'amido) indipendentemente dall'insulina<sup id="cite_ref-Pfaf_16-1" class="reference">[16]</sup>. L'inulina è costituita da una catena di molecole di fruttosio terminanti con glucosio. A seconda della stagione della raccolta la lunghezza delle molecole di inulina varia e quindi la loro solubilità. Il topinambur passa per lo stomaco e il primo tratto dell'intestino senza venire digerito, solamente nell'ultimo tratto dell'intestino sono presenti dei bifidobatteri e dei lattobacilli in grado di rompere le lunghe molecole dell'<i>Helianthus tuberosus</i> il cui carattere fibroso ha un effetto molto positivo sulla flora batterica. Il tubero inoltre è ricco di sali minerali e in particolare potassio, magnesio, fosforo e ferro come pure di selenio e zinco. Il topinambur è da sempre famoso per ridurre il colesterolo e per stabilizzare la concentrazione del glucosio nel sangue e dell'acido urico.</p> <div class="thumb tright"> <div class="thumbinner"><img alt="" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9d/Helianthus_tuberosus.jpg/220px-Helianthus_tuberosus.jpg" class="thumbimage" width="220" height="165" /> <div class="thumbcaption"> <div class="magnify"></div> Tuberi di topinambur</div> </div> </div> <h2><span class="mw-headline" id="Altre_notizie">Altre notizie</span></h2> <p>Una delle prime descrizioni di questa pianta (sul territorio italiano) è stata fatta dal naturalista e botanico Fabio Colonna (1567 – 1640) nella pubblicazione <i>”Ekphrasis altera”</i>(Roma, 1616) con un nome diverso da quello attuale: <i>Flos solis farnesianus</i>. La descrizione specificava soprattutto la parte ipogea della pianta: dotata di tuberi a buccia rossa<sup id="cite_ref-Motta411_3-4" class="reference">[3]</sup>.</p> <p>In piemontese viene chiamato ciapinabò ed è utilizzato per la tipica bagna cauda, si organizzano delle sagre dedicate nel periodo autunnale in alcuni paesi del Piemonte.</p> </body> </html>
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Tubero Topinambur - carciofo di Gerusalemme (Helianthus tuberosus)
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Varietà dall'Italia
Semi di Carciofo Violet de Provence

Semi di Carciofo Violet de...

Prezzo 1,95 €
,
5/ 5
<h2><strong>Semi di Carciofo Violet de Provence</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;" class=""><strong>Prezzo per Pacchetto di +-20 (1g) semi.</strong></span></h2> <p>Varietà di carciofo a capolini di medie dimensioni e squame carnose e saporite, di un bel colore violetto carico. Presenta ottima adattabilità pedoclimatica sul terreno nazionale ed ottima produttività sui ricacci laterali. Molto produttivo.</p> <p>CULTURA: richiede terreno profondo ed esposto al sole. Dopo la raccolta di capitoli, eliminare i rischi per le piante entrano dormienza e riprenderla nel mese di agosto.</p> <script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
VE 218 (1g)
Semi di Carciofo Violet de Provence
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Semi di Carciofo Green Globe

Semi di Carciofo Green Globe

Prezzo 1,95 €
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5/ 5
<h2><strong>Semi di Carciofo Green Globe</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;" class=""><strong><strong>Prezzo per Pacchetto di +-20 (1g) semi.</strong></strong></span></h2> <div><span>Carciofo "Green Globe" I semi di Carciofo hanno germinabilità e purezza garantita. Perfetti per semina professionale in serra o in orto domestico. Semina da effettuarsi tra febbraio e maggio, abbondante raccolta continuata sia tra gennaio e aprile che tra settembre e dicembre. Ottimo carciofo in cucina! Caratteristico il suo colore verde, di forma tonda.</span></div> <script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
VE 217 (1g)
Semi di Carciofo Green Globe
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Semi di Lattuga Valerianella olitoria

2000 Semi di Lattuga...

Prezzo 6,00 €
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<h2><span style="font-size: 14pt;" class=""><strong>2000 Semi di Lattuga Valerianella olitoria</strong></span></h2> <h2><span style="color: #ff0000; font-size: 14pt;"><strong>Confezione di 2000 semi (8g).</strong></span></h2> <div> <div>La Valerianella è un ortaggio di cui si utilizzano le foglie fresche in insalata; è conosciuta anche con il nome volgare di Dolcetta, Gallinella, Lattughella. Dal punto di vista nutritivo è caratterizzata da un basso valore energetico (10 cal/100 g) e da un buon contenuto in vitamine e sali minerali. Negli ultimi anni il suo consumo è crescente. E' spontanea dell'area mediterranea.</div> <div>Caratteri botanici</div> <div>E' una pianta erbacea a ciclo annuale o biennale a seconda del periodo di semina; è annuale quando si semina in inverno. Inizialmente produce una rosetta di foglie spatolate, asessili di colore verde lucido, lunghe 8-10 cm; da aprile a giugno la pianta emette uno stelo fiorale angoloso con ramificazioni dicotomiche terminanti con mazzetti di piccoli fiori imbutiformi banco azzurri; l'impollinazione è entomofila. Il frutto è un achenio liscio globuloso grigio chiaro o scuro, che viene impiegato per la semina (peso 1.00 semi da 2 a 4 grammi).</div> <div>Esigenze ambientali</div> <div>E' considerata una specie rustica adattabile a diversi tipi di terreno, anche pesanti purché ben drenati e dotati di sostanza organica. Il clima più adatto è quello temperato. Durante l'inverno, nelle regioni del Nord deve essere protetta dal gelo. Le esigenze nutritive sono limitate, dato il breve ciclo colturale: basta una concimazione di base all'impianto con 4-6 q/ha di concimi complessi (1:1:2).</div> <div>Varietà</div> <div>Sono diffuse in coltura due cultivar di valerianella, una con seme grosso e foglie più allungate denominata "D'Olanda a seme grosso", l'altra a seme più piccolo è denominata "Verde cuore pieno"; la prima è più adatta alle colture in serra, la seconda q quelle in pien'aria perché più resistente al freddo.</div> <div>Tecnica colturale</div> <div>L'impianto si fa con semina diretta, a spaglio o in file distanti 15-20 cm; la densità colturale varia con il tipo di pianta che si vuol ottenere. Co temperature del terreno di 15-20°C la germinazione avviene in una settimana circa. La semina può essere effettuata scalarmente dalla primavera all'autunno; il ciclo ha una durata di 2-3 mesi. L'irrigazione è necessaria per le colture impiantate in estate e nelle colture in serra. Importante anche il diserbo nelle prime fasi della coltura.</div> <div>Raccolta e produzione</div> <div>Quando le foglie hanno raggiunto la loro massima lunghezza si recidono le piantine sotto il colletto lasciando 0,5 cm di radice. La produzione ad ettaro è di circa 100-150 quintali in pien'aria e 250 quintali in serra, nelle cultivar a seme grosso.</div> </div><script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
VE 37 (8g)
Semi di Lattuga Valerianella olitoria
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