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Varietà dalla Serbia
Semi di Peperoncino...

Semi di Peperoncino...

Prezzo 1,85 €
,
5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Peperoncino Piccante </strong><strong>SOMBORKA</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 20 o 200 (1,14 g) semi.</strong></span></h2> <p>Questa varietà viene dalla Serbia. E il nome è arrivato alla città di Sombor. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sombor" target="_blank" title="Leggi di più sulla città di Sombor qui." rel="noreferrer noopener"><strong>Leggi di più sulla città di Sombor qui.</strong></a></p> <p>SOMBORKA è la prima varietà di peperoni piccanti a forma conica adatta per la coltivazione all'aperto e in serra. Somborka è il pepe più popolare in Serbia quando si tratta di decapaggio.</p> <p>La carne è succosa e spessa, di colore giallo chiaro nella maturità tecnica, rossa nel colore botanico.</p> <p>Viene raccolto 5-6 volte a stagione. La resa possibile è di 35-40 t / ha.</p> <h3><strong>varietà serbo</strong></h3> </body> </html>
P 183 20S
Semi di Peperoncino Piccante Somborka

Semi di limetta di Tahiti (Citrus × latifolia)  - 3

Semi di limetta di Tahiti...

Prezzo 1,95 €
,
5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di limetta di Tahiti (Citrus × latifolia)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 2 semi.</strong></span></h2> <p>La Citrus x latifolia è una varietà di limetta dai frutti ovali, un po’ più grandi e molto gustosi. Al momento è l’unica varietà prodotta dagli USA, e viene coltivata in California. Il suo frutto è assai succoso e praticamente privo di semi, ma il gusto non è molto gradito, in quanto troppo poco agro. L’acidità di queste limette infatti, alle volte non raggiunge neanche lo 0,1%. Da menzionare anche il Citrus x limonia che non è una limetta, ma un ibrido tra il limone ed il mandarino. È comunque molto simile alle limette, tanto da esser conosciuto come mandarin lime. Si coltiva in India, California e Australia, principalmente per la produzione di marmellate che si dicono più gustose delle confetture di arancia.</p> <p><strong>Usi commerciali</strong></p> <p>La limetta viene coltivata soprattutto per la produzione dell'olio essenziale che si ricava dalla buccia. L’essenza è infatti molto simile a quella del limone e viene impiegata principalmente nell’industria alimentare per la produzione di bibite analcoliche, anche se è molto apprezzata anche nell’industria dei profumi e dei detergenti.</p> <p>Solitamente viene sposata alla dolcezza delle fragole o del lampone rosso per aromatizzare gomma da masticare.</p> <p>La limetta viene raramente consumata come frutto fresco, ma è molto usata in cucina, anche come valido sostituto del limone. Il succo viene aggiunto soprattutto alle macedonie di frutta ed ai frutti di mare, e molto spesso in combinazione con il curry.</p> <p>Rappresenta un ingrediente fondamentale della key lime pie, un dolce tipico della Florida.</p> <p>Il succo del frutto viene inoltre utilizzato per la preparazione di diversi cocktail, come la Caipirinha e il Mojito.</p> <p>Esistono anche molte piantagioni di limette che producono solo piante a scopo ornamentale, trattandosi di pianta sempreverde (come tutti i citrus) e che in condizioni favorevoli fiorisce tutto l’anno. Anche i suoi piccoli frutti colorati sono molto pittoreschi, soprattutto perché rimangono sul ramo a lungo assieme ai fiori del raccolto seguente.</p> <p>A partire dalla scoperta degli effetti antiscorbutici della Vitamina C, la limetta è stata utilizzata dalla Royal Navy inglese come ingrediente aggiuntivo per il grog anche se purtroppo il basso tasso vitaminico del frutto (rispetto ad altri agrumi come il limone) e soprattutto l'abitudine di miscelare il beveraggio in calderoni di rame distruggevano pressoché totalmente il potenziale antiscorbutico del lime; tuttavia questo non portò a una recrudescenza del male negli equipaggi di Sua Maestà perché l'aumentata velocità delle navi dovuta ai progressi tecnici nella navigazione a vela (e l'introduzione del motore a vapore poi) accorciarono tanto i tempi di traversata da impedire che pur bevendo un 'rimedio' inefficace i marinai stessero in viaggio tanto a lungo da sviluppare i sintomi della malattia.</p> </body> </html>
V 119
Semi di limetta di Tahiti (Citrus × latifolia)  - 3
Semi di Mirtillo Gigante "DUKE" (Vaccinum Corymbosum)

Semi di Mirtillo Gigante DUKE

Prezzo 1,95 €
,
5/ 5
<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Mirtillo Gigante DUKE (Vaccinum Corymbosum)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 50 (0,015g) semi.</strong></span></h2> <p>I mirtilli Duke sono i principali mirtilli a maturazione precoce (le bacche iniziano a maturare all'inizio di giugno). È noto per le sue rese elevate (una pianta Duke può produrre oltre 9 kg (20 libbre) di frutti di qualità uniforme e di qualità. Il sapore delicato di Duke sembra migliorare con la conservazione a freddo.</p> <p>Mantenere il vigore vegetale dei mirtilli Duke può essere una sfida per un lungo periodo di tempo. I coltivatori devono scegliere un sito in crescita di qualità e impiegare continuamente buone pratiche culturali.</p> <p>Il mirtillo Duke è uno dei principali candidati per la raccolta meccanica, le vendite fresche e di processo.</p> <p>Spontaneo nell’emisfero settentrionale tra i 500/800 e gli 1.500/1.800 metri, la piccola pianta del mirtillo che troviamo frequentemente nei nostri boschi appartiene al genere Vaccinium (famiglia Ericacee) nel quale si ritrovano ben oltre 100 specie: dal tappezzante rosso Cranberry (vedi) alto non più di trenta centimetri all’Arboreum nordamericano che può raggiungere anche 9/10 metri.</p> <p>Il comune mirtillo dei nostri boschi, (Vaccinium  myrtillus) è però di difficile coltivazione a causa del suo habitat naturale e delle sue modeste dimensioni, tuttavia nelle numerose specie del Genere, una ha particolarmente appassionato coltivatori e consumatori non solo italiani: è il Mirtillo Gigante Americano (Vaccinium Corymbosum).</p> <p>Quest’arbusto a foglia caduca può raggiungere 2/3 metri di altezza e con diametro generalmente della metà, con frequenti germogli di rapido sviluppo che partono dalla base conferendogli un portamento cespuglioso e che fruttificheranno l’anno successivo.</p> <p>Resiste molto bene ai forti freddi, ma i vigorosi germogli che in primavera partono da terra impiegano tutta la stagione a lignificare, per cui nelle regioni climatiche con freddo intenso molto precoce tendono a gelare e, di conseguenza, difficilmente si otterranno esemplari belli e buoni raccolti.</p> <p>I mirtilli hanno l’apparato radicale particolare: è costituito da pochissime radici di grandi dimensioni e da un fittissimo reticolo di radici molto fini, questo consente un trapianto abbastanza sicuro anche con piante di grandi dimensioni e non preventivamente preparate.</p> <p>Sono amanti del sole che consente ai frutti di ottenere un elevato contenuto di zuccheri, ma in un ambiente non eccessivamente esposto, e richiedono una buona esposizione alla luce per consentire una migliore fioritura e, di conseguenza, un maggior raccolto.</p> <p> </p> <p><strong>TERRENO</strong></p> <p>A differenza di tutti i frutti di bosco che gradiscono un substrato neutro/sub acido, i mirtilli necessitano un terreno molto acido, con ph ottimale che oscilla tra 4.0 e 4.5 con limite di tollerabilità a 5.5, ben drenato, fresco e ricco di humus, per cui è indispensabile essere bene a conoscenza delle caratteristiche del fondo ove si vuole piantumarli.</p> <p>Qualora il terreno non avesse un ph idoneo, si può correggerlo al momento dell’impianto con apporto di torba acida o con aghi di pino o foglie di faggio ben decomposte e rinnovando il substrato all’inizio della stagione fredda facendo molta attenzione a non rovinare l’apparato radicale molto superficiale.</p> <p> </p> <p><strong>FIORI E FRUTTI</strong></p> <p>A primavera inoltrata compaiono numerosi fiori bianchi rosati, riuniti in piccoli grappoli, tondeggianti con i petali uniti tra loro, caratteristica di tutti i fiori delle ericacee.</p> <p>Sono autoimpollinanti, ma per una migliore produzione è sempre opportuno piantare due o più piante vicine tra loro per favorire l’impollinazione incrociata.</p> <p>In periodi diversi, a seconda delle varietà, ma sempre durante il periodo estivo, compaiono delle bacche prima verdi, poi di color viola scuro, quasi blu, generalmente ricoperti di pruina (vedi Mirtillo Siberiano) che possono raggiungere in certi cultivar, anche i due centimetri di diametro.</p> <p>In realtà sono false bacche: questo perché hanno una formazione diversa da quelle delle vere bacche.</p> <p> </p> <p><strong>UTILIZZO E CONTENUTI SALUTISTICI</strong></p> <p>Facilmente conservabili in congelatore, sono consumate fresche, in macedonie, pasticceria, marmellate; importante è l’uso nell’industria farmaceutica e parafarmaceutica.</p> <p>Tra i frutti di bosco, il mirtillo nero è sicuramente quello più importante dal punto di vista salutistico: oltre allo squisito sapore, moltissime sono le proprietà che lo fanno annoverare tra i principali farmalimenti (vedi Cranberry). Vitamina C, carotenoidi, tannini catechitini (molecole con proprietà astringente, emostatica, antibiotica, antidiarroica e antinfiammatoria), pectine (vedi uva spina) sono alcune sostanze contenute nei frutti dei mirtilli.</p> <p>Ma è la presenza degli antociani (vedi Mirtillo Siberiano), potenti antiossidanti e noti per le proprietà capillarotrope fanno sì che questo piccolo frutto sia un toccasana per il fisico e il sistema cardiovascolare, in particolare.</p> <p>Per proprietà capillarotrope s’intende la caratteristica dei principi attivi, contenuti in una sostanza o un alimento, capaci di migliorare la resistenza e la funzionalità dei vasi capillari.</p> <p>In qualsiasi farmacia troveremo prodotti derivati dal frutto del mirtillo per la cura, la prevenzione e il rafforzamento delle pareti dei vasi sanguinei.</p> <p>Secondo la scala ORAC (vedi Goji), il mirtillo è tra i frutti con il punteggio più alto (3.750) dopo e il melograno (10.500) il Goji (15.000).</p> <p> </p> <p><strong>POTATURA E CURE COLTURALI</strong></p> <p>Molto importante che le caratteristiche del terreno soddisfino le esigenze della pianta.Dopo questa premessa viene semplice anche la descrizione delle cure necessarie perché si avrà una pianta forte e vigorosa senza grandi interventi. I primi anni dall’impianto la pianta lavorerà molto di radici, mentre l’apparato aereo darà l’impressione quasi sofferente.</p> <p>In questo periodo, 1/2 anni circa, la produzione sarà modesta come pure le potature che si concretizzano con il taglio dei rami laterali bassi e nell’asportazione totale dei rami più deboli.</p> <p>Passato questo periodo, si procederà al diradamento delle vegetazioni più deboli partite dalla base e dal taglio di rami rovinati o rotti e sui restanti si procederà con tagli di ritorno sino ai rametti laterali più vigorosi.</p> <p>Si taglieranno, inoltre, quelle branche che, seppur sane e belle, abbiano una crescita disordinata e scomposta.</p> <p>Avendo l’apparato radicale molto superficiale, sono molto importanti le irrigazioni, specialmente nel periodo dalla fioritura alla raccolta dei frutti.</p> <p>Attenzione non far ristagnare l’acqua, che porterebbe alla formazione di funghi che farebbero marcire le radici.</p> <p>Per trattenere l’umidità, e nello stesso tempo tenere pulito e acido il terreno, è consigliabile una pacciamatura con torba acida oppure aghi di pino o foglie di faggio.</p> <p>Con gli accorgimenti sopra descritti le concimazioni non dovrebbero servire, ma se si riscontrassero delle carenze un apporto a inizio stagione di concime ternario a basso tenore di azoto e contenente i principali microelementi, sarà sicuramente efficace.</p> <p> </p> <p>Da non usare mai lo stallatico, anche se molto maturo: la pianta verrebbe a soffrire di clorosi ferrica e di conseguenza, potrebbe anche morire.</p> <p>Pochi sono i parassiti: il più pericoloso è l’oziorinco (Otiorhyncus ssp)  piccolo coleottero che da adulto rosicchia le foglie e depone le uova per terra; la larva che ne deriva mangia le radici e, ben più grave, rode il colletto della pianta causandone la morte.</p> <p>Con particolari condizioni atmosferiche, sono possibili attacchi di muffa grigia (Botrytis) sui frutti prossimi alla maturazione, ma non potendoli trattare con fitofarmaci l’unica soluzione è l’asportazione manuale dei frutti colpiti.</p> <p>Si ricorda che i collaboratori dei vivai PRANDINI sono a disposizione per consigli su densità d’impianto, forma di allevamento, scelta colturale e assistenza anche fitosanitaria per nuovi impianti produttivi anche di modeste dimensioni.</p> <p> </p> </body> </html>
V 194 D
Semi di Mirtillo Gigante "DUKE" (Vaccinum Corymbosum)

Varietà dalla Serbia
Semi di peperone Matica  - 1

Semi di peperone Matica

Prezzo 1,85 €
,
5/ 5
<h2><strong>Semi di peperone Matica</strong></h2> <h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per confezione da 60 semi (0,4 g).</strong></span></h2> <p>Il peperone dolce Matica è una delle varietà serbe preferite medio tarde in Serbia. Il frutto ha una forma conica a punta singola, che ricorda la vecchia varietà autoctona Somborka, ma è peperone dolce. Il peso del frutto è di 70-100 ge lo spessore del pericarpo di 5-6 mm.</p> <p>Nella maturità tecnologica, il frutto è da verde chiaro a giallo e in rosso fisiologico intenso.</p> <p>Una varietà preferita per i peperoni al forno, perché è facile separare la buccia dalla carne della frutta ed è, quindi, una delle preferite dalle casalinghe in Serbia.</p>
P 2 M (0.4g)
Semi di peperone Matica  - 1
  • Nuovo
Semi di Papaya o Papaia Nana Indiano Miniatura

Semi di Papaya o Papaia...

Prezzo 3,00 €
,
5/ 5
<h2><strong>Semi di Papaya o Papaia Nana Indiano Miniatura</strong></h2> <h2><strong><span style="color:#ff0000;">Prezzo per confezione da 10 , 100 semi.</span></strong></h2> <div><strong>Papaya Nano è una papaia in rapida crescita si raggiunge solo 170 cm a 200 cm ma orsi frutti grandi come 1 kg in 6-8 mesi dal seme.</strong></div> <div></div> <div>La Papaya (Carica papaya L.) è una pianta originaria dell'America Centrale, molto duffusa in Brasile e nelle Isole Hawaii. Nel Mediterraneo viene coltivata in Israele e, in Italia, solo in Sicilia, dove deve essere coltivata, nel periodo invernale, sotto serra, con notevoli problemi per la produzione.</div> <div>Appartiene alla Famiglia delle Caricaceae, genere Carica, specie Papaya L.</div> <div>Pianta suberacea, generalmente monocaule, con foglie grandi e con lungo picciolo. </div> <div>La papaya presenta una biologia fiorale molto complessa.</div> <div>Vi sono piante dioiche e piante con fiori ermafroditi.</div> <div>Se il polline dei fiori ermafroditi feconda oosfere di piante ermafrodite o femminili, si ottengono piante con fiori ermafroditi o femminili, mentre se il polline di piante maschili feconda oosfere di piante femminili, si hanno piante maschili, femminili ed ermafrodite. Il dimorfismo dei fiori è molto evidente; infatti quelli femminili, solitari o riuniti in piccoli gruppi e ascellari, sono di colore giallo chiaro, mentre quelli maschili, inseriti su lunghi racemi ascellari, hanno una corolla monopetala giallo chiara a forma di tubo. Il frutto è una bacca caratterizzata da forma e dimensioni molto variabili, più o meno aranciato che racchiude piccoli semi neri, ricoperti da una pellicola mucillaginosa.</div> <div>Varietà</div> <div>Le varietà di maggiore interesse sono "Solo", "Kapoho Solo" e "Sunrise", tutte con frutti di peso inferiore ai 0,5 kg.</div> <div>Tecniche colturali</div> <div>E' una pianta estremamente esigente nei confronti del terreno, che deve essere sciolto e permettere una rapida percolazione dell'acqua al fine di evitare marciumi radicali e al colletto; la temperatura non deve mai scendere sotto i 0°C.</div> <div>La Papaya è propagata per seme, allevata secondo forme naturali e con sesti di 3 x 3 metri; non richiede operazioni di potatura. Concimazioni: 120/130 g/pianta di azoto, 80 g di fosforo e 140 g di potassio. Trae beneficio particolare dalla concimazione organica. Le piante, una volta attuato l'impianto, possono essere capitozzate e rinnovate con uno dei tanti germogli.</div> <div>Produzioni</div> <div>La raccolta dei frutti viene effettuata a mano, da novembre a giugno. Le produzioni possono raggiungere anche i 150 q.li/ha.</div> <div> <table cellspacing="0" cellpadding="0" border="1"><tbody><tr><td colspan="2" width="100%" valign="top"> <p><span><strong>Sowing Instructions</strong></span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Propagation:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>Seeds / Cuttings</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Pretreat:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>0</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Stratification:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>0</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Sowing Time:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>all year round</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Sowing Depth:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>0.5 cm</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Sowing Mix:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>Coir or sowing mix + sand or perlite</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Germination temperature:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>about 25-28 ° C</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Location:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>bright + keep constantly moist not wet</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Germination Time:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>2-4 Weeks</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Watering:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>regular watering during the growth period + dry between waterings</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong> </strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><br /><span><em>Copyright © 2012 Seeds Gallery - Saatgut Galerie - Galerija semena. All Rights Reserved.</em></span></p> </td> </tr></tbody></table></div>
V 22 M
Semi di Papaya o Papaia Nana Indiano Miniatura

Questa pianta è resistente all'inverno e al gelo. Vedi di più nella descrizione.

Questa pianta ha frutti giganti
Semi di KIWI GIGANTE

Semi di KIWI GIGANTE...

Prezzo 1,95 €
,
5/ 5
<h2><strong>SEMI DI KIWI GIGANTE</strong></h2> <h2><span style="color:#ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 10 semi.</strong></span></h2> <p><strong>Frutti Gigante che hanno un peso di 170 grammi.</strong></p> <p>Il kiwi o kivi è una bacca commestibile prodotta da numerose specie di liane del genere Actinidia, famiglia delle Actinidiaceae.</p> <p>Le due principali qualità di questo frutto sono: verde e gold. Il primo è il più diffuso, ha la buccia marrone scuro con pilucchi e la polpa verde brillante, semi piccoli e neri disposti a raggiera intorno al centro del frutto, la forma è simile ad un uovo o ad una piccola patata. La varietà gold ha forma più allungata la polpa è gialla e non ha pilucchi sulla buccia. Esistono anche altre varietà, ma sono poco diffuse, come ad esempio il kiwi con la polpa rossa e la buccia color mattone.</p> <p>Questo frutto ha un sapore acidulo, ma gustoso e rinfrescante; lo si può mangiare tagliandolo a metà e scavandolo con un cucchiaino, come un gelato, oppure a fette sottili con l'aggiunta di zucchero, se si preferisce, per addolcirlo un po'. È ottimo anche con la macedonia o sugli spiedini di frutta.</p> <p>La pianta da cui deriva il frutto è l'Actinidia deliciosa, sebbene numerose tipologie di questo frutto siano prodotte da altre coltivazioni o da altre specie di piante come l'Actinidia kolomikta o l'Actinidia arguta ed Actinidia chinensis.</p> <p><strong>Storia</strong></p> <p>La pianta è originaria della Cina meridionale, dove si coltivava circa 700 anni fa per il suo frutto che era considerato una prelibatezza per gli imperatori cinesi e il suo uso era anche ornamentale.</p> <p>All'inizio dell'Ottocento, arrivò in Inghilterra e, nel Novecento, si diffuse attraverso coltivazioni intensive in Nuova Zelanda, dove ha trovato un ambiente abbastanza favorevole. Per questo, Il suo nome deriva, appunto, dall'uccello tipico della Nuova Zelanda.</p> <p>Alla fine del Novecento, si diffuse anche in Europa e soprattutto in Italia, dove i fratelli Bollettini di San Benedetto del Tronto esportarono il frutto per primi[senza fonte]. Oggi, l'Italia è il secondo produttore al mondo, maggiormente in Piemonte e nel Lazio.</p> <p><strong>Coltivazione</strong></p> <p>Il kiwi viene raccolto tra settembre e ottobre ed è commercializzabile da novembre ad aprile, anche se in realtà si trova sul mercato tutto l'anno, perché, grazie ai moderni metodi di conservazione, dura a lungo. Per coltivarlo, ha bisogno di abbondante acqua. L'ambiente lavorativo, nel quale avviene il processo di selezione, calibrazione e confezionamento del kiwi per la successiva distribuzione, deve essere libero da etilene, gas che ne accelera irrimediabilmente la maturazione, anche se presente a qualche centinaia di metri di distanza.</p> <p><strong>Conservazione</strong></p> <p>Teme l'umidità e le alte temperature, per cui, il luogo per la conservazione deve essere fresco e asciutto. A temperatura ambiente, dura circa 5 giorni, mentre, riposto in frigorifero, ha una durata maggiore; migliore ancora è conservarlo in frigorifero in un sacchetto di plastica, poiché, in questo modo, si allontana l'umidità. Se si vuole accelerare la maturazione, basta riporre il frutto di fianco a delle mele, o a delle banane o a delle pere; occorre però fare attenzione a non lasciarli di fianco ad una cassetta di mele, poiché potrebbero maturare troppo velocemente.</p> <p><strong>Qualità nutrizionali</strong></p> <p>Il kiwi è un frutto ricco di vitamina C (85 mg/100 g), potassio, vitamina E, rame, ferro e fibre.</p> <p>L'alto potassio e la povertà di sodio rendono il frutto ideale per gli sportivi poiché diminuisce il rischio di crampi. Rende la pelle più elastica e riduce le rughe, grazie alle vitamine antiossidanti che contrastano i segni del tempo distruggendo i radicali liberi[senza fonte]. Diminuisce i trigliceridi nel sangue[senza fonte], protegge gengive e denti[senza fonte]. Giova alla salute dell'occhio [senza fonte]mantenendolo giovane, è consigliato per chi ha problemi di digestione ed aiuta il lavoro dell'intestino come le verdure e le prugne. Contrasta anche l'accumulo di placche nelle arterie.</p> <p>L'apporto calorico è molto basso: ha 44 kcal in 100 g circa questo perché è costituito da circa l'84% di acqua, il 9% di carboidrati e da tracce di grassi e proteine.</p> <div> <table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0"><tbody><tr><td colspan="2" valign="top" width="100%"> <p><span><strong>Sowing Instructions</strong></span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Propagation:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>Seeds</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Pretreat:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>0</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Stratification:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>about 2-3 months in a moist substrate at 2-5 ° C refrigerator</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Sowing Time:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>all year round&gt; Autumn / Winter preferred</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Sowing Depth:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>Needs Light to germinate! Just sprinkle on the surface of the substrate + gently press</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Sowing Mix:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>Coir or sowing mix + sand or perlite</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Germination temperature:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>10-15 ° C</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Location:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>bright + keep constantly moist not wet</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Germination Time:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>3-12 weeks</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong>Watering:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><span>Water regularly during the growing season</span></p> </td> </tr><tr><td valign="top" nowrap="nowrap"> <p><span><strong> </strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p><br /><span><em>Copyright © 2012 Seeds Gallery - Saatgut Galerie - Galerija semena. </em></span></p> <p><span><em></em><em>All Rights Reserved.</em></span></p> </td> </tr></tbody></table></div>
V 28 G
Semi di KIWI GIGANTE
Semi di Hawaiian Baby Woodrose (Argyreia nervosa) 1.95 - 1

Semi di Hawaiian Baby...

Prezzo 2,35 €
,
5/ 5
<h2><strong>Semi di Hawaiian Baby Woodrose (Argyreia nervosa)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;" class=""><strong>Prezzo per Pacchetto di 1g (+-10) semi.</strong></span></h2> <p><i style="font-size: 14px;"><b>Argyreia nervosa</b></i><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><small>(Burm.f.) Bojer</small><span style="font-size: 14px;">, detta anche</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><i style="font-size: 14px;"><b>Hawaiian Baby Woodrose</b></i><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><span style="font-size: 14px;">è una</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>liana<span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><span style="font-size: 14px;">perenne della</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>famiglia<span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>Convolvulaceae<span style="font-size: 14px;">. Nativa del</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>subcontinente indiano<span style="font-size: 14px;">, è stata introdotta in altre aree geografiche, fra cui le</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>Hawaii<span style="font-size: 14px;">, l'</span>Africa<span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><span style="font-size: 14px;">e i</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>Caraibi<span style="font-size: 14px;">. Ha una natura infestante ma viene apprezzata per il suo valore estetico. Ne esistono due</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>varietà<span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><span style="font-size: 14px;">botaniche:</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><i style="font-size: 14px;">Argyreia nervosa</i><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><span style="font-size: 14px;">var.</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><i style="font-size: 14px;">nervosa</i><span style="font-size: 14px;">, qui descritta, e</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><i style="font-size: 14px;">Argyreia nervosa</i><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><span style="font-size: 14px;">var.</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><i style="font-size: 14px;">speciosa</i><span style="font-size: 14px;">, usata nella medicina</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>ayurvedica<span style="font-size: 14px;">, dal potenziale psicoattivo praticamente nullo. I semi di Argyreia nervosa contengono amide dell'</span>acido lisergico<span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span><span style="font-size: 14px;">(LSA) o</span><span style="font-size: 14px;">&nbsp;</span>ergina<span style="font-size: 14px;">, proprietà condivisa da altri convolvoli.</span></p> <div> <h2><span class="mw-headline" id="Storia">Storia</span></h2> <p><i>Argyreia nervosa</i><span>&nbsp;</span>è un raro caso di pianta le cui proprietà psicoattive<span>&nbsp;</span>allucinogene<span>&nbsp;</span>sono state riconosciute per la prima volta da non-indigeni. Mentre altri convolvoli come<span>&nbsp;</span><i>Ipomoea violacea</i>,<span>&nbsp;</span><i>Ipomoea tricolor</i><span>&nbsp;</span>e<span>&nbsp;</span><i>Rivea cyrombrosa</i><span>&nbsp;</span>sono usati da secoli in riti sciamanici in<span>&nbsp;</span>America Latina,<span>&nbsp;</span><i>Argyreia nervosa</i><span>&nbsp;</span>non è stata mai identificata tradizionalmente come allucinogeno.</p> <p>Le sue proprietà furono portate all'attenzione della comunità scientifica solo dal 1960 in avanti, nonostante il fatto che la composizione chimica dei suoi semi sia praticamente identica a quelle delle specie sopra menzionate e già conosciute, anche se con una concentrazione di alcaloidi psicoattivi decisamente maggiore (da 8 a 10 volte).</p> <p>La medicina ayurvedica indiana invece contempla la varietà<span>&nbsp;</span><i>speciosa</i>, utilizzandone le radici e le foglie, prive di alcaloidi psicoattivi, per le proprietà antisettiche e anti-infiammatorie.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Descrizione">Descrizione</span></h2> <p><i>Argyreia nervosa</i><span>&nbsp;</span>presenta delle<span>&nbsp;</span>foglie<span>&nbsp;</span>ovali piatte e profondamente cordate, con una fine peluria biancastra sul verso inferiore, lunghe dagli 8 ai 10 cm. I<span>&nbsp;</span>fiori<span>&nbsp;</span>sono ampi, a campana profonda, di colore bianco con venature rosate, dalla caratteristica consistenza coriacea (da cui il nome<span>&nbsp;</span><i>woodrose</i>, rosa di legno) e permangono sulla pianta a lungo. Possono assumere anche colorazione purpurea o violacea.</p> <p>Il<span>&nbsp;</span>frutto<span>&nbsp;</span>ovoide è duro e legnoso, di circa 1 cm di diametro, e contiene grappoli di 4 o 6<span>&nbsp;</span>semi<span>&nbsp;</span>molto duri, di forma oblunga e spigolosa, dall'aroma caratteristico.</p> <p>Ogni seme contiene circa 0,25 mg di LSA. Altri alcaloidi isolati sono il<span>&nbsp;</span>lisoergolo, l'ergometrina<span>&nbsp;</span>e l'isoergina.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Impiego_e_consumo">Impiego e consumo</span></h2> <p>La particolare bellezza delle infiorescenze la suggerisce come pianta ornamentale da esterno. Essendo una pianta di origine tropicale, tuttavia, teme il freddo ed è quindi difficile ottenere uno sviluppo apprezzabile in climi temperati.</p> <p>I semi vengono generalmente consumati per alterare lo stato di coscienza ed indurre un effetto allucinatorio in chi li usa.</p> <h2><span class="mw-headline" id="Assunzione_ed_effetti">Assunzione ed effetti</span></h2> <table class="noprint disclaimer"> <tbody> <tr> <td> <div class="center"> <div class="floatnone"><img alt="Avvertenza" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/f7/Nuvola_apps_important.svg/27px-Nuvola_apps_important.svg.png" title="Avvertenza" width="27" height="23"></div> </div> </td> <td><i>Alcuni dei contenuti riportati potrebbero generare situazioni di pericolo o danni. Le informazioni hanno solo fine illustrativo, non esortativo né didattico. L'uso di Wikipedia è a proprio rischio:<span>&nbsp;</span>leggi le avvertenze.</i></td> </tr> </tbody> </table> <p>L'assunzione a scopo ricreativo prevede l'ingestione a stomaco vuoto di una quantità di semi variabile, da 4 a 10, da cui dipende la profondità dell'esperienza. Gli effetti psicoattivi iniziano a farsi percepibili dopo circa 60 o 90 min (ma il tempo è variabile da soggetto a soggetto) e sono inizialmente accompagnati da un forte senso di nausea causato dal rivestimento setoso e dalla parte coriacea dei semi. L'effetto della nausea tende a svanire del tutto in 30 - 60 min, durante i quali comincia la fase di<span>&nbsp;</span><i>salita</i><span>&nbsp;</span>dell'esperienza , che raggiunge il<span>&nbsp;</span><i>plateau</i><span>&nbsp;</span>dopo circa 1 ora dai primi sintomi di alterazione. L'esperienza psichedelica ha durata variabile a seconda della quantità di semi ingerita e della costituzione personale dell'individuo, ma generalmente dura dalle 4 alle 5 ore, cui sussegue la fase di attenuazione dello stato allucinatorio e la scomparsa degli effetti.</p> <p>Gli effetti dell'ergina contenuta nei semi sono paragonabili a quelli dell'acido lisergico<span>&nbsp;</span>anche se di intensità minore. Sul piano fisico, si manifestano con un abbassamento della pressione sanguigna e la dilatazione della pupilla. Gli effetti sulla psiche invece comprendono una generica alterazione delle percezioni, soprattutto tattili, ma a dosaggi più elevati intervengono anche alterazioni della visione. Interviene un senso di euforia e di rinnovato interesse estetico verso le cose attorno. A dosi elevate è esperibile un senso di unità profonda con l'ambiente circostante. Sono frequenti visioni caleidoscopiche e geometriche ad occhi chiusi ed una forte alterazione del senso del tempo.</p> <p>Gli effetti sono estremamente variabili da soggetto a soggetto, e dipendono molto da set e<span>&nbsp;</span>setting. Un uso sconsiderato in stati d'animo negativi o ambienti ostili (luoghi affollati, con situazioni imprevedibili) può influenzare negativamente l'esperienza, favorendo l'insorgere di stati ansiosi e di un senso di confusione che spaventano il soggetto. A dosaggi estremamente elevati, lo stato ansioso può trasformarsi in una crisi di panico. Per evitare l'insorgenza di effetti spiacevoli, l'assunzione avviene solitamente in presenza di poche persone fidate che sappiano rassicurare in caso di bisogno chi dovesse manifestare sintomi di paura o ansia, in luoghi piacevoli e isolati, lontani dal quotidiano, e in momenti privi di preoccupazioni.</p> </div><script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
T 25 (1g)
Semi di Hawaiian Baby Woodrose (Argyreia nervosa) 1.95 - 1

Varietà dal Perù

Questa pianta ha frutti giganti
Semi di Mais Gigante Cuzco

Semi di mais Gigante Cuzco...

Prezzo 2,25 €
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Mais Gigante Cuzco</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>P<strong>rezzo per Pacchetto di 5 o 10 semi.<br /></strong></strong></span></h2> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Nativo del Perù e dell'Ecuador Il mais gigante peruviano - noto anche come Choclo è una varietà orribilmente grande di mais.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">I gambi raggiungono fino a 500 - 550 cm di altezza.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Nelle varietà standard di mais il peso medio va dai 25 ai 35 grammi per 100 semi di mais. Nel mais gigante peruviano il peso per 100 chicchi va da 90 a 95 grammi per 100 semi di nocciolo - che è quasi 3 volte la dimensione e la resa.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">È un mais a maturazione tardiva e si stima che necessiti di 120-150 giorni per maturare.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Si direbbe che essere indigeni delle Ande montane si adatterebbero a condizioni ventose, ma non è questo il caso. Si sono evoluti nella valle peruviana di Urrabamba e nelle vicinanze che è riparata e ha un clima relativamente mite.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Mais gigante peruviano aka Choclo</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Le piante producono numerose pannocchie di mais relativamente corte con chicchi giganti.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Il sapore è paragonabile al mais dolce standard. Non è eccessivamente dolce - lieve a dolce dolce con una consistenza cremosa sarebbe la migliore descrizione. I peruviani di solito li bollono. In Ecuador e in Bolivia li asciugano prima e poi scoppiano o "li pop" in olio - un po 'come popcorn. Noi gringos possiamo goderceli come qualsiasi altro mais.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Mais Dovrebbe essere piantato in blocchi anziché in file e non dovrebbe essere piantato vicino ad altre varietà di mais.</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">L'impollinazione incrociata tende a produrre cereali amidacei di scarsa qualità. Sugar Pearl, come per alcuni fornitori, non ha bisogno di essere isolato come fanno altre varietà - questo è perfetto per Sugar Pearl, ma non necessariamente per l'altra varietà.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Il mais gigante peruviano può essere seminato direttamente nel terreno, oppure può anche essere avviato all'interno e successivamente trapiantato. Se si inizia al chiuso, assicurarsi di disporre di un contenitore più grande del normale in quanto potrebbe facilmente superare il contenitore prima del trapianto. Qualunque sia la tua scelta, piantala in blocchi di almeno quattro file, per un'impollinazione adeguata e orecchie ben piene</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Profondità di semina: 5 cm</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Germinazione: da 6 a 8 giorni</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Invecchiamento: a 120 - 150 giorni.</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Colore: bianco - giallo pallido</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Spaziatura dei semi: 30-35 cm l'uno dall'altro.</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Distanza tra le file: 100 cm</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Dimensioni dell'impianto: 400 - 550 cm</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Dimensione pannocchia di mais: lungo 17-20 cm</span><br /><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Full Sun</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Il mais ha radici poco profonde e utilizza molto azoto e oligoelementi. Per aiutare il raccolto a iniziare al meglio, prepara il terreno prima con un fertilizzante ricco di azoto. Anche letame o compost ben decomposti sono utili.</span></p> <p><span style="font-size: 14pt; font-family: georgia, palatino, serif; color: #000000;">Pianta nel lato nord del giardino, mentre i gambi di mais negano la luce solare per il resto delle tue colture da giardino, potresti anche volerne coltivare alcuni dove fornirà ombra alle piante che non possono tollerare la piena luce del sole.</span></p> <h2 class="h1 product-detail-name"><a href="https://www.seeds-gallery.shop/it/home/semi-di-mais-gigante-peruviano-sacsa-kuski.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Semi Di Mais Gigante Peruviano Sacsa Kuski, puoi acquistare QUI</a></h2> </body> </html>
P 40 5S NS
Semi di Mais Gigante Cuzco

Questa pianta ha frutti giganti
Semi Di Fragola Gigante

Semi di Fragola Gigante

Prezzo 2,85 €
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<h2><strong>Semi di Fragola Gigante</strong></h2> <h2><strong><span style="color: #ff0000;" class="">Prezzo per Pacchetto di 100 (0.06g) semi.</span><br></strong></h2> <p>Le fragole giganti, Fragaria ananassa L. Makimus, sono abbastanza facili da coltivare! È perenne, resistente all'inverno e prospera bene in pieno sole, purché il terreno sia fertile e ben drenato. Le piante sane produrranno molta frutta per anni! Le fragole sono grandi (150 g) come le mele! Questo tipo di fragola "gigante" standard ti darà il raccolto più grande!</p> <p>Le fragole hanno bisogno di luce per germogliare e i loro semi non devono essere coperti dal substrato. Ma la pratica ha dimostrato che i semi di fragola scoperti si asciugano molto rapidamente durante la germinazione. Pertanto, si consiglia di coprire i semi molto leggermente con un substrato di semina setacciato. Puoi posizionare un seme o un nylon trasparente sul seme seminato e quindi mantenere l'umidità necessaria per far germogliare il seme.</p> <p>Il seme ha bisogno di almeno 60 giorni di stratificazione.</p><script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
V 1 GS (0,06G)
Semi Di Fragola Gigante

Varietà dalla Grecia

Questa pianta ha frutti giganti
Semi di fico greco nero reale

Semi di fico greco nero reale

Prezzo 2,15 €
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<h2><strong>Semi di fico greco nero reale - Vasilika Mavra (Βασιλικά Μαύρα)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;" class=""><strong>Prezzo per confezione da 50 (0,02g) semi.</strong></span></h2> <p>Si dice che Vasilika Mavra o "Royal Black Greek Fig" sia il miglior fico greco. È ampiamente coltivato in Grecia. L'esterno va dal viola molto scuro al nero e l'interno è rosso.</p> <p>La nostra esperienza (acquisita dalla gente dalla Grecia che la coltiva) è che dopo diversi anni di coltivazione di questa varietà, Vasilika Mavra produce molti fichi viola scuro molto belli che cadono prima di maturare all'interno.</p> <p>La dimensione, la profondità del colore e il numero di frutti crescono di anno in anno. Chi ha la fortuna di aver assaggiato questo fico lo descrive come un profumo di frutti di bosco e miele, denso come la marmellata.</p> <p>Vasilika Mavra produce fichi super dolci che continuano a dare i loro frutti fino alla fine della stagione. Altri nomi: Royal Black Greek Fig, Vasilika Mavra, Βασιλικά Μαύρα,</p><script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
V 19 RBG (0,02g)
Semi di fico greco nero reale
Semi di Cacao (Theobroma cacao)

Semi di Cacao (Theobroma...

Prezzo 4,00 €
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<!DOCTYPE html> <html> <head> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8" /> </head> <body> <h2><strong>Semi di Cacao (Theobroma cacao)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 2 semi.</strong></span></h2> <p><strong>Come puoi vedere dalle nostre foto, la nostra varietà di cacao è più grande di tutte le altre.</strong></p> <div>Il cacao (Theobroma cacao, L. 1753) è una pianta della famiglia delle Sterculiaceae (attribuita alle Malvaceae dalla classificazione APG), originaria dell'America meridionale.</div> <div><strong>Descrizione</strong></div> <div>Si presenta in forma di albero sempreverde, alto 5–10 m.</div> <div>Foglie</div> <div>Foglie persistenti, alterne, ovali, con margine lievemente ondulato, lucide nella parte superiore, con picciolo fogliare dotato di articolazione che permette di orientarsi a seconda dell'intensità luminosa. Non tutte le specie di cacao hanno le foglie verdi</div> <div>Fiori</div> <div>Piccoli fiori sparsi a mazzetti, bianchi, verdi o rosei, che spuntano direttamente sul tronco o sui rami adulti; di essi solo pochi si trasformeranno in cabosside, ovvero in frutti del cacao; hanno un calice profondamente diviso, i cinque petali sono clavati, l'ovario è sessile.</div> <div>Frutti</div> <div>Dall'ovario si sviluppa il frutto (cabossa) a forma di cedro allungato, di colore giallastro-verdognolo, che diventa bruno-rossastro a maturazione, con la buccia solcata da 10 strisce longitudinali e contenente da 25 a 40 semi; i semi sono immersi in una sostanza ricca di zuccheri, chiara e di consistenza gelatinosa. Il peso della cabosside è variabile fra 300 e 500 grammi, lunghezza di 10–15 cm. In casi eccezionali tale frutto può arrivare anche a 1 kg.</div> <div>Semi</div> <div>All'interno di una polpa asprigna sono racchiusi numerosi semi ovali e piatti, a forma di mandorla, di colore bruno-violaceo, disposti in 5 file, contenenti zuccheri, grassi, albuminoidi, alcaloidi e coloranti.</div> <div>Tra questi alcaloidi, i più importanti sono la teobromina e la caffeina (contenuta in quantità ridotta): il primo è un euforizzante mentre il secondo è un eccitante; grosse quantità di cacao possono infatti indurre una dipendenza fisiologica. La teobromina ha inoltre effetti diuretici: è infatti adoperata come diuretico in casi di idropi cardiache con nefriti accompagnate da oliguria.</div> <div>Sottospecie</div> <div>Cacao criollo - Theobroma cacao cacao definito anche cacao nobile.</div> <div>Semi bianchi, molto profumati e poco amari; originario del Messico, esso rappresenta il seme dei Maya, poco produttivo e delicato, di qualità pregiata. Il cacao Criollo è più diffuso in America centrale e nel nord del Sudamerica, soprattutto nei suoi paesi d’origine, l’Ecuador e il Venezuela. Particolarmente sensibile alle intemperie, ha bisogno di molte cure e la sua resa è relativamente scarsa. I suoi semi sono ricchi di aroma e di sostanze odorose. Il cacao Criollo, sia per i ridotti quantitativi che ne vengono prodotti (rappresenta meno del 10% sul totale del raccolto mondiale), sia per il prezzo più alto, è destinato alla fabbricazione di cioccolata di alto pregio.</div> <div>La produzione mondiale non supera l'1% del totale, mentre per la produzione di cioccolato, esso rappresenta il 10% delle specie di cacao utilizzate.</div> <div>Cacao forastero - Theobroma cacao sphaerocarpum o cacao di consumo</div> <div>Semi violetti dal gusto forte e amaro. Robusto e molto produttivo, dunque più a buon mercato.</div> <div>Molto diffuso, con esso viene prodotto l'80% del cioccolato; rappresenta oltre l’80% di tutto il cacao raccolto nel mondo.</div> <div>Coltivato in Africa occidentale, in Brasile e nel sud-est asiatico. Più resistente e di migliore resa, il cacao forastero dà un cacao lievemente aspro e amaro. Nelle varie zone di coltivazione si producono qualità più fini o più ordinarie, che vengono selezionate in funzione dell’uso cui sono destinate oppure mescolate tra loro.</div> <div>Cacao Trinitario (ibrido dei primi due)</div> <div>Originario della bassa Amazzonia ( Trinidad), con caratteristiche intermedie ai primi due.</div> <div>Coltivato in: Messico, Trinidad, Caraibi, Colombia, Venezuela, Asia sud-orientale. Esso rappresenta il 10% della produzione di cioccolato.</div> <div>Coltivazione</div> <div>La coltivazione richiede elevate spese d'impianto e comincia a produrre dal quinto anno, mentre la fruttificazione dura per un trentina d'anni.</div> <div>La pianta teme l’insolazione diretta e quindi cresce all’ombra di alberi più alti quali palme e banani. Ogni pianta fornisce 1–2 kg di semi secchi; la fruttificazione è continua ma durante l'anno si hanno due periodi di massima produzione.</div> <div>Lavorazione dei semi del cacao</div> <div>Ogni pianta fornisce 1–2 kg di semi secchi. Il cacao secco mercantile, che ha una resa del 50% rispetto al seme raccolto, si ottiene mediante lieve fermentazione, essiccamento e macinazione dei semi stessi.</div> <div>Raccolta</div> <div>Il frutto della pianta (definito cabossa), si raccoglie un paio di volte all'anno, viene schiacciato e lo si fa riposare per circa una settimana, per poi estrarne la polpa ed i semi. Un albero produce dai 20 ai 50 frutti maturi all’anno della dimensione di una barbabietola da zucchero (lunghezza 15/25 cm; diametro 7/10 cm; peso 500 g).</div> <div>Fermentazione</div> <div>Il procedimento di fermentazione può essere leggermente diverso a seconda del tipo di cacao che si vuole ottenere; tempo fa, ad esempio, la fermentazione avveniva in appositi cassoni di legno. Negli attuali processi di produzione, polpa e semi si fanno fermentare insieme per 5 o 6 giorni; un tempo, invece, la fermentazione del criollo non superava i tre giorni. La temperatura di fermentazione si assesta sui 45 - 50 °C e durante questo periodo, la polpa si liquefa e viene eliminata. La fermentazione inattiva il seme, che smette di germogliare e provoca il rammollimento della polpa rimasta aderente al seme, un processo di leggero addolcimento del cacao e inoltre l'ingrossamento del seme che assume una colorazione bruna; la fermentazione provoca l'ossidazione dei polifenoli, un'ossidazione troppo scarsa provoca un sapore amaro, mentre una troppo spinta rende il seme insipido (formazione dei precursori d'aroma). Attualmente la fase di fermentazione è sostituita dalla fermentazione in armadi su plance in legno di cedro da circa 80 cm che consentono un prodotto fermentato in maniera più omogenea ed esente da muffe.</div> <div>Essiccazione</div> <div>I semi vengono sottoposti ad essiccazione al sole per bloccare la fermentazione e per ridurre il contenuto di umidità che favorirebbe lo sviluppo di muffe. I semi sono distesi al sole e in questa fase occorre molta manodopera per coprire velocemente i semi di cacao in caso di pioggia. Questa fase dura 7-15 giorni.</div> <div>Durante l'essiccatura i semi vanno accuratamente protetti dall'umidità, che potrebbe indurre la formazione di muffe e rendere il raccolto inutilizzabile per l'uso alimentare. I semi di cacao rovinati sono comunque recuperabili come fonte di burro di cacao, usato anche nell'industria cosmetica. Un'essiccatura accelerata o artificiale è più rapida, ma produce un cacao di qualità inferiore, usato nelle produzioni industriali.</div> <div>Con queste procedure i semi sono resi fragili per il rammollimento della pellicola esterna; così le due metà dei semi si suddividono mediante semplice pressione, il seme si divide così in due parti, dette cotiledoni.</div> <div>Il prodotto essiccato viene poi insaccato ed inviato ai centri di raccolta.</div> <div>Tostatura (o torrefazione)</div> <div>Questo processo, chiamato impropriamente torrefazione, dura fra i 70 e i 120 min, con temperatura variabile in funzione del prodotto che si vuole ottenere: la produzione di cacao da cioccolato richiede una temperatura fra i 98 e i 104 °C, mentre per la produzione di cacao in polvere fra i 116 e i 121 °C. Vi sono due tipologie diverse di tostatura:</div> <div>In speciali essiccatoi in cui i semi, mentre cadono, sono investiti da un getto di aria calda.</div> <div>Per avanzamento su letto fluido.</div> <div>Questa operazione serve a facilitare la decorticazione del cacao e anch'essa determina l'addolcimento dello stesso.</div> <div>Decorticazione e degerminazione</div> <div>Dopo la tostatura si esegue un lungo processo di decorticazione e di degerminazione per mezzo di macchine apposite; i cotiledoni, dopo questa operazione, possono essere venduti allo stato di fatto oppure la lavorazione può continuare tramite la triturazione.</div> <div>Triturazione</div> <div>I cotiledoni vengono macinati fra cilindri caldi, che, fondendo il grasso contenuto (in percentuali superiore al 50%), li trasforma in una massa fluida, viscosa e bruna detta massa di cacao o liquore.</div> <div>A questo punto viene addizionato di carbonato di potassio per amalgamare il grasso con le altre componenti ma anche per neutralizzare i tannini. La massa di cacao può essere utilizzata allo stato di fatto se si vuole fare il cioccolato, oppure continuare il trattamento con la separazione del grasso.</div> <div>Uso della buccia</div> <div>Deriva dalla torrefazione del cacao nel processo di produzione di cioccolata. Oltre ad essere un pacciame, è anche un buon concime organico a lenta cessione. La buccia di cacao proveniente dal Ghana ha livelli NPK 5,7-0,4-4,8 con un ph 5,4. La buccia di cacao proveniente dal Sud America, distribuita da grosse multinazionali del cioccolato, utilizzata prevalentemente negli Stati Uniti ha livelli inferiori di NPK e un ph più acido. È un biocida antiparassitario del terreno, allontana le lumache per la sua qualità ruvida, drena e condiziona il terreno, è facile disfarsene poiché si rimescola al terreno aumentandone così la sua qualità fertilizzante.</div> <div>Cenni storici </div> <div>In base alle ricostruzioni storiche, sembra che i Maya siano stati gli scopritori e i primi coltivatori del cacao; secondo una leggenda azteca, la pianta fu donata dal dio Quetzalcoatl per alleviare gli esseri umani dalla fatica. Gli europei scoprirono i semi del cacao quando Cristoforo Colombo li ricevette in dono, durante il suo quarto viaggio, presso l'isola di Guanaja.[4]</div> <div>Nella civiltà azteca erano considerati un bene di lusso, e venivano importati per il fatto che la pianta non cresceva sul territorio dell'impero. Il consumo del cacao era una prerogativa dei ceti alti (nobili, guerrieri e sacerdoti), e rappresentava uno dei cardini della cucina azteca.</div> <p>I semi di cacao erano talmente preziosi da venire adoperati anche come moneta. Da ciò il primo nome del cacao (Amygdalae pecuniariae ovvero mandorla di denaro) poi sostituito da Linneo in Theobroma cacao o cibo degli dei. Le fonti del tempo narrano anche di frequenti contraffazioni effettuate riempiendo i gusci vuoti con sporcizia o fango. Proprio dal termine azteco in lingua nahuatl xocoatl deriva la parola "cioccolato". I semi di cacao arrivano in Europa solo con Hernán Cortés nel 1528. Qui la bevanda ottiene il successo solo con l’aggiunta di zucchero, anice, cannella e vaniglia. Nel 1606 il cioccolato si produce anche in Italia, a Firenze e Venezia. Nel 1678 Antonio Ari ottiene dai Savoia il permesso di vendere la cioccolata ‘in bevanda’. Alla scuola torinese di cioccolato si forma Francois-Luis Cailler che nel 1819 fonda la prima fabbrica svizzera di cioccolato a Vevey. Nel 1802 il genovese Bozelli costruisce una macchina per raffinare la pasta di cacao. Nel 1828 l’olandese van Houten separa il burro di cacao. Nel 1865 a Torino Caffarel mescola cacao e nocciole producendo il cioccolato gianduia. Nel 1878 lo svizzero Daniel Peter mescola il latte al cacao producendo il cioccolato al latte. Nel 1879 a Berna Rodolphe Lindt produce il cioccolato fondente. Nel 1923 a Chicago Frank Mars inventa la barretta al cioccolato.</p> <table style="width: 442px;" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0"> <tbody> <tr> <td colspan="2" valign="top" width="100%"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>growing instructions</strong></span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Vermehrung:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">Seeds</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Pretreatment:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">soak seeds for 2-3 hours in warm water.</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Stratification:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">0</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Sowing Time:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">all year</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Sowing depth:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">See picture 6</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Sowing substrate:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">Use high-quality, sterile potting soil</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Sowing temperature:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">+25 - +28°C</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Sowing Location:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">bright + keep constantly moist, not wet</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Germination time:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">2-4 weeks.</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Note:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">direct Sow onto bed in May.</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong>Watering:</strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><span style="color: #008000;">Water regularly during the growing period</span></p> </td> </tr> <tr> <td valign="top" nowrap="nowrap"> <p align="center"><span style="color: #008000;"><strong> </strong></span></p> </td> <td valign="top"> <p align="center"><br /><span style="color: #008000;"> <em>Copyright © 2012 Seeds Gallery - Saatgut Galerie - Galerija semena. </em><em>All Rights Reserved.</em></span></p> </td> </tr> </tbody> </table> </body> </html>
V 86
Semi di Cacao (Theobroma cacao)

Varietà dalla Turchia

Questa pianta è resistente all'inverno e al gelo. Vedi di più nella descrizione.
Semi di Pistacchio (Pistacia vera) (Antep Pistacchio)

Semi di Pistacchio...

Prezzo 1,65 €
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<h2><strong>Semi di Pistacchio (Pistacia vera) (Antep Pistacchio)</strong></h2> <h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Prezzo per Pacchetto di 5, 20, 50, 100, 500 semi.</strong></span></h2> <p>Il pistacchio (Pistacia vera - L.) è un albero della famiglia delle Anacardiaceae. Può raggiungere un'altezza di circa 12 metri e un'età di 300 anni.</p> <p>È originario del Medio Oriente, dove veniva coltivato già in età preistorica, particolarmente in Persia. Come riferisce nel suo celebre I Dipnosofisti, Ateneo di Naucrati, scrittore e sofista greco vissuto nel II secolo, nell'Impero romano, diversi autori greci ed ellenistici parlano del pistacchio, collocandone la coltivazione in Siria, Persia e India, e chiamandolo bistachion o pistakia o pistakion. Destituita di fondamento è, quindi, la tesi, propugnata soprattutto per recenti ragioni ideologiche, secondo la quale "pistacchio" derivi dall'arabo (fustuaq).</p> <p><strong>Descrizione</strong></p> <p>Il frutto è una drupa con un endocarpo ovale a guscio sottile e duro, contenente il seme, chiamato comunemente "pistacchio" che ha colore verde vivo sotto una buccia viola.</p> <p>È una specie dioica: i fiori, unisessuali, sono presenti su individui separati. I fiori sono a petali e raccolti in cime. Un albero maschile può produrre abbastanza polline per fecondare fino a 10 piante femminili.</p> <p>Il pistacchio fruttifica in un ciclo biennale, il che, insieme alle variazioni climatiche, causa grandi variazioni nelle rese e nei prezzi.</p> <p><strong>Coltivazione</strong></p> <p>Zone di coltivazione a rilevanza internazionale si trovano in Medio Oriente (soprattutto Iran, ma anche Turchia e Siria, anche se quest'ultima in forte calo), in California e, negli ultimi anni, anche in Cina. In Italia vi è storicamente una coltivazione di nicchia: rinomati sono i pistacchi di Bronte e Adrano alle pendici dell'Etna, tutelati dal marchio DOP "Pistacchio Verde di Bronte"[3]. L'Italia è passata da una produzione di 2.400 tonnellate nel 2005 a 2.850 tonnellate del 2012, diventando il settimo produttore al mondo. In Grecia, dove la produzione è in calo, ma si attesta attorno alle 10.000 tonnellate, si coltiva un pistacchio dal guscio quasi bianco, con nucleo rosso-verde e con l'apertura del guscio simile alla varietà "Kerman", la varietà maggiormente utilizzata in California. La maggior parte della produzione in Grecia proviene dalla regione di Almyros.</p> <p><strong>Usi</strong></p> <p>I pistacchi vengono utilizzati sia sgusciati sia pelati, spesso tostati e salati, anche in pasticceria, per preparare gelati, creme, bevande e per la produzione di salumi (mortadella Bologna, ad esempio), o come condimenti per primi e secondi piatti.</p> <p><strong>Composizione alimentare e valori nutrizionali</strong></p> <p>L'alimento è formato per l'83% da lipidi, per il 12% da proteine e per il 5% da carboidrati.</p> <p>I pistacchi, se coltivati in condizioni che espongono la pianta a grandi stress, possono soffrire di contaminazioni con la muffa Aspergillus flavus, che produce nei frutti la tossina insapore aflatossina. Come tutta la frutta a guscio la presenza del pistacchio negli alimenti va indicata per legge in etichetta, ciò al fine di prevenire il possibile scatenamento di un'allergia alimentare.</p><script src="//cdn.public.n1ed.com/G3OMDFLT/widgets.js"></script>
V 187 T 5 S
Semi di Pistacchio (Pistacia vera) (Antep Pistacchio)